Chi c'era con Leonardo la sera che fu ucciso?

TERAMO – La vistosa macchia di sangue vicino alla macchina bruciata, una breccia sul cranio, una grossa quantità di alcool sui vestiti ma soprattutto nessun segno di difesa, nonostante fosse vivo e respirasse: la famiglia di Leonardo Paolini porta questi elementi a rafforzare la richiesta al gip di non archiviare il caso. Anzi, si chiede con forza di individuare, attraverso i tracciati delle radiofrequenze dei cellulari, chi quella sera del 1° marzo 2007 fosse con Leo in via Fiocco a Colleparco. La misteriosa morte di "Budda", il 23enne teramano morto carbonizzato nell’auto della madre, alla vigilia dell’udienza dinanzi al gip per la discussione della seconda richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Teramo, torna d’attualità nella seconda puntata di "Fino a prova contraria", il programma condotto dal direttore di emmelle.it, Roberto Almonti, in onda questa sera alle 23 su Teleponte. In studio, con la madre di Leonardo, Paola Giordano, anche l’avvocato della famiglia, Tommaso Navarra.

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