Accoltellamenti, scontri di piazza e lesioni tra "rossi" e "neri": chiesti 22 rinvii a giudizio

TERAMO – Ventidue rinvii a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata a una serie di reati tra i quali la devastazione, la rissa, le lesioni personali, il porto illegale di armi nell’ambito di una contrapposizione politico-ideologica, sono stati chiesti dalla procura di Teramo nei confronti di altrettanti giovani tra i 19 e i 26 anni, appartenenti alle opposte aree di sinistra e di destra. Si tratta dell’epilogo dell’inchiesta avviata dalla magistratura teramana all’indomani dell’accoltellamento di tre giovani dell’area antagonista di sinistra per mano di coetanei della fazione di destra, nei pressi di una discoteca, alla vigilia di Natale del 2009. Da quel giorno, e’ seguita una serie di episodi di violenza, con il contatto fisico cercato e trovato in diverse occasioni nel centro cittadino come, in un episodio del luglio 2010, sul lungomare di Tortoreto Lido, tra gli chalet Maristella e Lato sud, alla presenza di numerosi cittadini e turisti. Quattro gli episodi principali contestati ai componenti delle due fazioni, riconducibili da un lato al gruppo degli skinhead-neofascista o ”Disperato amore”, dall’altro ad Azione antifascista Teramo e ”Teramo Zezza”: tra questi l’assalto al bar Borromei di via Carducci, dove si riuniscono i giovani di destra, con tanto di cestini dei rifiuti, coltelli e tombini usati come armi per offendere.

 

 

 

 

 

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