Province, il Pd chiede di accorparle

TERAMO – Semplificare il sistema istituzionale e ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione attraverso una riforma, realizzabile a Costituzione invariata ed in tempi brevi. Sono questi gli obiettivi della mozione dedicata alla "riorganizzazione delle province per un nuovo assetto delle autonomie locali" proposta dal Pd nei consigli provinciali dei quattro capoluoghi abruzzesi e presentata oggi. In particolare, i punti cardine della riforma verso cui dovranno orientarsi Governo e Parlamento sono: la riduzione del numero delle Province e il loro accorpamento, mediante l’individuazione, con intervento legislativo ordinario, di una adeguata soglia demografica; la soppressione di organismi ed enti intermedi di emanazione statale e regionale, che producono costi amministrativi elevati, trasferendo le funzioni alle Province o alle Città metropolitane. Si propone inoltre l’attribuzione alle Province delle competenze in materia di organizzazione del servizio idrico integrato, del ciclo integrato dei rifiuti, dello sviluppo industriale e della gestione case popolari e la drastica riduzione delle partecipazioni delle Province e di tutti gli enti costituiti in strutture consortili, aziende e società di capitali. Alla conferenza odierna hanno partecipato i capigruppo Pd nei quattro consigli provinciali, Antonio Di Marco (Pescara), Ennio Mastrangioli (L’Aquila), Ernino D’Agostino (Teramo) e Camillo D’Amico (Chieti), oltre al consigliere provinciale di Pescara, Enisio Tocco, e al vicesegretario regionale del partito, Gianluca Fusilli. "L’obiettivo – hanno affermato i democratici – non è certo di difendere l’ente, considerato da molti l’emblema degli sperperi della politica, ma opporci ad un disegno di legge, perchè solo di questo si tratta, populista. Abolire le province non risolverà il problema, ma trasferirà ad altri enti strumentali i compiti oggi in capo a degli eletti dai cittadini"

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