Olio, 34 aziende abruzzesi nella guida del Gambero Rosso

TERAMO – Saranno almeno 34 le aziende abruzzesi inserite nell’edizione 2012 della guida "Oli d’Italia", dedicata ai migliori oli extra vergini d’oliva e firmata da Gambero Rosso e Unaprol (l’Unione Nazionale tra le Associazioni di Produttori di Olive), dopo le 22 imprese, su un totale nazionale di 273, inserite nell’edizione di quest’anno. I dati sono stati presentati in anteprima a Pescara. Parte infatti dall’Abruzzo, nell’ambito di una iniziativa promossa il collaborazione con la Coldiretti locale e con l’assessorato regionale all’Agricoltura, la campagna di
sensibilizzazione per la realizzazione della nuova edizione della guida, che ha lo scopo di orientare il consumatore, attraverso uno strumento di facile consultazione, nella scelta dell’etichetta giusta. "Stiamo facendo un tentativo che in una regione come l’Abruzzo funziona perfettamente – ha spiegato il direttore
editoriale di Gambero Rosso, Carlo Ottaviano -. Vogliamo abituare le persone ad abbinare l’olio in base alle pietanze. Nella guida, infatti, tra le diverse indicazioni, c’è anche un’analisi sensoriale. In tal senso l’Abruzzo è avanti rispetto all’Italia e potrebbe fare da testimonial, perchè ad un territorio vario corrispondono vari tipi di olio". La produzione in Abruzzo per la campagna olivicola attualmente in corso si annuncia di buona qualità, con quantità previste di circa 16 mila tonnellate di olio, tutto extravergine, seppur con una flessione del 15% rispetto allo scorso anno. L’olivicoltura in Abruzzo, che si estende su circa 44 mila ettari, pari al 4% del totale investito in Italia e al 5% dell’intera superficie olivicola del mezzogiorno, rappresenta una importante realtà produttiva ed è seconda solo alla coltivazione di vite. A livello territoriale, la provincia di Chieti contribuisce con circa il 50% della produzione regionale e quella di Pescara con il 30% circa, mentre la provincia di Teramo presenta una realtà aziendale molto frammentata e con superfici limitate. Da un punto di vista della qualità, invece, sono presenti tre Dop, nel chietino ("Colline teatine"), nel pescarese ("Aprutino Pescarese" e nel teramano ("Pretuziano delle colline teramane"). Per quanto riguarda il mercato, tra Abruzzo e Molise, nei
primi dieci mesi dell’anno, sono stati venduti complessivamente 2,5 milioni di litri, per un valore di circa nove milioni di euro. La quasi totalità dell’olio venduto nei centri della Grande distribuzione è rappresentata da olio extravergine, che, però, fa registrare una contrazione in termini di volume (-2%) e di valore (-5%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I prezzi di vendita delle diverse categorie di oli in Abruzzo e Molise evidenziano un appiattimento delle quotazioni per quanto riguarda l’extravergine convenzionale, l’oliva e il 100% italiano, mentre si posizionano su una fascia di prezzo più alta gli oli di qualità, come Bio e Dop Igp.
Tra i punti di forza della produzione di olio in Abruzzo spiccano, tra l’altro, le condizioni pedoclimatiche favorevoli
in termini di qualità e la presenza di Dop e di altre certificazioni, mentre tra i punti deboli ci sono l’elevata
frammentazione aziendale e la carenza, in alcune aree, di tecniche agronomiche adeguate.

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