Tv: "Spazio all'emittenza locale, digitale terrestre e banda larga"

TERAMO – Comunicazione sul territorio, emittenza locale, digitale terrestre e banda larga: sono solo alcuni dei temi che rientrano nelle linee programmatiche del neo-coordinatore nazionale dei Corecom, Filippo Lucci, attuale
presidente del Comitato regionale per le comunicazioni, illustrate oggi nel corso di una conferenza stampa a Pescara. Lucci, nominato presidente del Coordinamento lo scorso 25 ottobre, ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalle emittenti locali e l’importanza di "partire dai territori". "Dalla globalizzazione – ha detto – si torna al locale e al valore dell’informazione che ci circonda da vicino e che incide nella vita di tutti i giorni delle famiglie". Altro tema importante, secondo il presidente, è quello del digitale terrestre, soprattutto per le Regioni in cui non ha ancora avuto luogo lo switch off. "Dobbiamo affrontare la questione nel miglior modo possibile – ha affermato Lucci -, in particolare cercando di anticipare i problemi che si sono verificati in altre regioni". E’ inoltre prioritario, secondo Lucci, concentrarsi sulla banda larga: "ci sono delle risorse disponibili – ha spiegato -, bisogna programmare il più possibile questo percorso, confrontandosi con tutti gli attori coinvolti". Sottolineando che "i Corecom sono il primo vero esempio riuscito di federalismo del territorio", Lucci ha espresso grande soddisfazione per la nomina a rappresentante dei Comitati italiani, soprattutto perchè "l’Abruzzo non ha numeri importanti in ambito comunicazione, quindi il riconoscimento è doppio". Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, il presidente del Consiglio regionale pugliese e referente per i Corecom nella Conferenza dei presidenti, Onofrio Introna, e Maria Pia Caruso dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. "Vogliamo accrescere l’informazione e la consapevolezza di questi organismi presenti sul territorio – ha affermato Caruso -, con lo scopo di garantire i diritti e di vigilare affinchè le regole del gioco vengano rispettate. L’Autorità c’è e appoggia lo sviluppo armonioso di queste relazioni istituzionali – ha concluso -: è un gioco di squadra".

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