Il centrosinistra accusa la Giunta dei "bamboccioni"

TERAMO – E’ un centrosinistra particolarmente agguerrito quello che si prepara alla prima delle iniziative organizzate nell’ambito del “laboratorio di programma per Teramo”. Si parte dalle frazioni e, in particolare, da Villa Ripa, dove giovedì prossimo alle 18,30 i rappresentanti dell’opposizione incontreranno i residenti di Cavuccio,  Rocciano, Spiano, Valle San Giovanni, Travazzano, Frondarola. “Sono cose che in genere si fanno a ridosso delle elezioni – esordisce il segretario del Pd Alberto Melarangelo – noi invece vogliamo cominciare con largo anticipo, per ascoltare i cittadini e scrivere insieme il prossimo programma elettorale, con lo scopo di dare risposte concrete”. I gruppi di centrosinistra hanno anche organizzato 6 macroaree di lavoro: Sanità, Cultura, Sociale, Ambiente, Politiche giovanili e dello sport, ciascuna con dei propri referenti.  “Vogliamo mettere a punto un metodo – continua Melarangelo – che può essere utilizzato anche da altre forze politiche, è una strada per risultare credibili e affidabili”. Durante gli incontri organizzati con le frazioni il centrosinistra presenterà anche le sue “vittorie” su temi importanti. “Quando ci muoviamo insieme riusciamo a cogliere in fallo l’amministrazione”, conclude Melarangelo, mentre il capogruppo del Pd Giovanni Cavallari elenca tutte le “marce indietro” del sindaco. “Abbiamo inciso in maniera considerevole sulle decisioni finali della Giunta – afferma Cavallari – su Tia, passi carrabili, Ici, la farmacia comunale, ecc. Questo mostra la debolezza di una mancata programmazione che spinge all’improvvisazione”. Ancora più duro il giudizio di Siriano Cordoni (Idv):“E’ una Giunta di bamboccioni, che è andata avanti grazie ad una politica degli annunci. Adesso i teramani devono svegliarsi dal loro torpore”. Tra le prime proposte concrete lanciate dal centrosinistra c’è quella di rivedere il sistema trasporti a favore delle frazioni. “La situazione – conclude Sandro Santacroce (Rifondazione comunista) è da terzo mondo: ci sono zone raggiunte dai mezzi pubblici solo due volte al giorno, e questo non è più tollerabile, anche perché si tratta di zone sempre più abitate”.  

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