Paletti antisosta, la maggioranza si divide

TERAMO – Dopo la querelle sui passi carrabili, spunta anche quella sui “paletti”. I dissuasori della sosta sono al centro di un dibattito tutto interno al centrodestra. Lo spunto è stato lanciato dal consigliere della lista civica “Al centro per Teramo” Roberto Canzio, che ha fatto notare come i “paletti” siano spuntati un po’ ovunque in città, “togliendo spazi anche considerevoli ai parcheggi: spesso si estendono anche per 10-12 metri davanti ai muri delle case”. Il consigliere ha anche ravvisato una certa iniquità dei costi rispetto ai passi carrabili: i cittadini, infatti, possono richiedere i dissuasori pagando la somma di 50 euro una tantum, decisamente inferiore ai coefficienti imposti dalla Cosap. L’Udc, per bocca del consigliere Marcello Procacci ha invitato l’amministrazione comunale a “individuare altre forme di delimitazioni che non costituiscano barriere architettoniche, nel rispetto della libertà dei diversamente abili, primi fra tutti i non vedenti, ma anche per un miglior decoro urbano, per una migliore fruibilità degli spazi aperti da parte dei pedoni e  per una migliore gestione del traffico”. Una bella gatta da pelare per l’assessore al ramo Giorgio Di Giovangiacomo: “I cosiddetti paletti – spiega l’assessore – sono previsti dal codice della strada: in alcuni casi, come ad esempio in via San Giuseppe, via Paolucci, via Flajani e alla Gammarana, li abbiamo messi noi, a protezione dei passaggi pedonali, in altri, invece, ci sono stati richiesti dai cittadini. E’ possibile che in futuro rivedremo il loro costo, giudicato da molti troppo esiguo”.

 

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