Fli: "Il cantiere di via Arno rischia il sequestro"

TERAMO – I lavori per la realizzazione della rotonda di via Arno finiscono nel mirino di Futuro e libertà. I rappresentanti locali del partito ritengono, foto alla mano, che, nello svolgere gli interventi necessari all’abbattimento del muraglione non siano state rispettate le procedure amministrative e burocratiche imposte dalla legge. Un problema non da poco:  se venisse confermato il sospetto di Fli il cantiere verrebbe bloccato e rischierebbe di finire sotto sequestro. Al momento i rappresentanti di Fli non si sono rivolti alle autorità competenti, ma, attraverso i mezzi di informazione, lanciano un appello a Procura, Regione e Arta affinché si occupino della vicenda. In sostanza il problema riguarda la gestione dei rifiuti derivati dalla demolizione del muro e dagli scavi effettuati: per Fli si potrebbero ipotizzare sia danni ambientali sia problemi futuri per la tenuta della strada. “La ditta esecutrice dei lavori – spiega Antonio Lattanzii, coordinatore provinciale di Fli – avrebbe avuto, secondo la legge vigente, tre opzioni: conferire i materiali in discarica, dopo le opportune analisi chimico-fisiche oppure trattarli in impianti si smaltimento e recupero autorizzati. Infine, ed è questo il caso di specie, la legge prevede che il materiale derivato dalle demolizioni possa essere utilizzato all’interno del cantiere stesso, come sedime per le strade. Ovviamente questo comporta un adeguato trattamento in loco mediante l’uso di impianti mobili specifici, e, soprattutto, servono delle autorizzazioni amministrative, oltre l’operazione di recupero del materiale da demolizione per il riutilizzo è molto complessa, e passa anche attraverso la riduzione di volume e la separazione necessaria da altri materiali, come ferro e legno”.  Il dubbio espresso da Fli riguarda quindi il mancato rispetto delle procedure, piuttosto lunghe e laboriose (per ottenere la sola autorizzazione regionale servirebbero 60 giorni) imposte dalla legge che comportano anche un notevole dispendio economico. “Ci chiediamo – conclude Paolo Prosperi, responsabile del settore Ambiente di Fli – come mai la ditta abbia già iniziato anche una seconda tranche di lavori, che, in realtà, non erano compresi nel bando. Su tutti questi interrogativi chiediamo di fare chiarezza: saremo la sentinella di questa amministrazione”.

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