"Stipendi d'oro", Fracassa ne fa un "problema etico"

TERAMO – “Basta guardare chi fa peggio di noi, iniziamo a guardare chi fa meglio e impariamo qualcosa”. La questione degli “stipendi d’oro” dei dirigenti del Comune di Teramo solleva perplessità non solo da parte dell’opposizione ma anche all’interno della stessa maggioranza dove qualcuno ritiene che “in tempo di sacrifici la questione degli stipendi d’oro non è un problema di legalità, ma di etica”. E’ il senso del contributo fornito in un comunicato dal consigliere del Pdl Franco Fracassa che non discute la legittimità dei compensi, ma ne fa una questione d’opportunità. “Per i cittadini costretti a fare sempre più rinunce e che si vedono corrispondere sempre meno servizi – dichiara Fracassa – dispiace constatare che non vi sono, in quegli stessi enti diventati esattori sempre meno disponibili ed efficienti, figure che non vivono la crisi con la medesima drammaticità”. E’ facile dunque, per fracassa, che la figura del dirigente appaia come un “privilegiato al riparo dai tagli che si abbattono sulla gente comune”. “E’ chiaro che quello di dirigente è un ruolo di grande responsabilità – continua il consigliere del Pdl – che richiede competenze altamente specializzate e, pertanto, merita una congrua remunerazione ma è anche vero che gode di una quantità di benefici che vanno oltre il minimo stipendio tabellare, legati come sono a varie situazioni come posizione, risultato e altri incarichi che, al giorno d’oggi, pongono alcuni dubbi di opportunità”. Premesso per Fracassa che la necessità di fare sacrifici è evidente, il consigliere si domanda che senso abbia oggi, per esempio, l’ indennità di risultato corrisposta ad un dirigente il cui compito, già remunerato adeguatamente, è quello di condurre con efficacia, efficienza e diligenza i propri uffici. “Mi viene in mente una battuta del noto comico Enrico Brignano che coglie un’ analogia con quel tassista che, dopo aver ricevuto il compenso da tassametro per la corsa, chiedeva al cliente un ulteriore compenso per averlo effettivamente condotto a destinazione. Con questo non si vuole negare la legittimità del meccanismo di incentivazione, ma asserire come questo debba premiare, non l’ordinario e neppure l’appena meglio dell’ordinario, bensì l‘eccellenza”. “In un momento drammatico – prosegue Fracassa – in cui le più alte aspettative dei giovani sono nel lavoro interinale di qualche mese a poche centinaia di euro (lorde), gli anziani sono in difficoltà con tributi che superano la pensione mensile e le imprese vedono nei tagli la principale risorsa, è moralmente doveroso riconoscere l’opportunità di rinunciare ai corrispettivi che costituiscono premialità per risultati non così eccezionali e il cui importo supera lo stipendio annuo di molte famiglie”. La riflessione di Fracassa chiude con una proposta: “Il Comune di Teramo si avvale di una decina di figure dirigenziali di cui alcune prossime al pensionamento: un’occasione che va colta per rivedere in modo avveduto, e razionale la ripartizione dei settori comunali sotto un numero inferiore di dirigenti che possano godere di una indennità di risultato più consona ai tempi che corrono”.

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