Rifiutopoli: per la difesa di Venturoni "inutilizzabili" le intercettazioni

TERAMO – Le eccezioni sollevate dalla difesa sulle intercettazioni al centro oggi della nuova udienza, davanti al gup del tribunale di Pescara, Luca De Ninis, relativa all’inchiesta sui rifiuti in Abruzzo, che il 22 settembre 2010,
ha portato all’arresto dell’ex assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni e dell’imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio, e all’iscrizione sul registro degli indagati, tra gli altri, dei senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi. Durante l’udienza odierna, i legali di Venturoni hanno sostenuto l’inutilizzabilità di quelle intercettazioni effettuate nei confronti del loro assistito prima della sua iscrizione sul registro degli indagati, avvenuta il 24 luglio 2009, e di quelle fra l’ex assessore e il senatore Tancredi, in quanto il procedimento a carico di quest’ultimo è stato spostato a Teramo. In totale le intercettazioni effettuate a carico di Venturoni sono 82 mila. Anche il legale del senatore Di Stefano ha chiesto l’inutilizzabilità delle intercettazioni che riguardano il suo
assistito, poichè a suo dire occorreva l’autorizzazione preventiva al Senato. Durante il loro intervento, i Pm Gennaro Varone e Annarita Mantini hanno rigettato le eccezioni della difesa e chiesto in particolare che per Venturoni vengano trascritte oltre un centinaio di intercettazioni, per Di Stefano una quindicina e per Di Zio circa 200. Sulle richieste di accusa e difesa, il gip De Ninis si esprimerà nella prossima udienza in programma il 31 gennaio 2012. L’inchiesta conta in totale 12 imputati, undici persone e una società.

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