Chiodi:"Mobilità passiva colpa della reputazione della nostra sanità"

TERAMO – La mobilità passiva? Colpa della migliore reputazione che hanno le Marche. E’ questa l’opinione del Governatore e Commissario ad acta per la Sanità Gianni Chiodi, che, parlando in generale del problema in Abruzzo, ha citato in particolare il caso Teramo. "La mobilità passiva, al 2010, pesa solo per il 2,7% sul bilancio della sanità". Chiodi ha sottolineato che ci sono regioni, come il Lazio e il Molise, verso cui l’Abruzzo registra una mobilità attiva, “nel senso che sono più loro a venirsi a curare da noi – ha detto Chiodi -.  Un grosso deficit, invece, lo abbiamo con le Marche e su questo dobbiamo lavorare. In questi termini a perdere è la Asl di Teramo, perché c’é una forte attrazione da parte de sistema marchigiano che ha una reputazione migliore della nostra, che non corrisponde ad una migliore qualità effettiva”. In tal senso Chiodi ha citato l’esempio dell’ospedale di Sant’Omero, "che ha vissuto una lenta decadenza e che noi ora stiamo ripotenziando, con risultati importanti". Secondo Chiodi, il tema della mobilità passiva regionale non è stato trattato in maniera corretta: "nell’ultimo mese  – ha aggiunto – è stata data particolare attenzione al fenomeno, ma è stata fatta confusione. I costi di produzione della sanità sono circa due miliardi e mezzo di euro, mentre la mobilità passiva, al netto di quella attiva, che pure c’é, incide per 67 milioni, ovvero il 2,7%", ha affermato Chiodi, sottolineando che "quando il saldo tra mobilità attiva e passiva era di sette milioni, la Regione Abruzzo perdeva 335 milioni, mentre oggi c’é equilibrio".  Secondo Chiodi il fenomeno va affrontato in diversi modi. “Dando reputazione al nostro sistema, poi verificando le ragioni che spingono gli abruzzesi a curarsi nelle altre regioni, perché evidentemente sono debolezze nostre. Siamo però meravigliati dal fatto che la maggior parte degli interventi che gli abruzzesi richiedono fuori sono interventi di bassissima complessità". Secondo il Commissario una soluzione potrebbe venire anche dal sistema delle cliniche private: "in alcuni casi – ha spiegato – potremmo chiedere loro, laddove il nostro sistema pubblico ha dati non esaltanti, di specializzarsi in quelle prestazioni, andando così a sopperire ad una carenza". Il fenomeno, secondo Chiodi, potrebbe essere stato causato proprio dalla scarsa reputazione del sistema abruzzese. "Nel 2007 – ha sottolineato – l’Abruzzo è stata la prima regione a fallire, divenendo ‘regione canaglia’. Questo non ha fatto bene perché non abbiamo potuto assumere, cambiare i medici e far fronte al turn over. Io, però, confido nel fatto che stiamo invertendo tale tendenza. Oggi – ha proseguito – il trend si è leggermente interrotto, nel senso che quell’incremento forte che c’é stato, tra il 2009 e il 2010, è stato abbastanza contenuto".    

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