La procura vuole processare subito Parolisi: «Ha ucciso lui Melania»

TERAMO – Giudizio immediato per Salvatore Parolisi. E’ questa la richiesta depositata questa mattina dal pool di investigatori della procura di Teramo che indaga sul delitto di Melania Rea, il cui cadavere fu ritrovato il 20 aprile scorso nel boschetto di Ripe di Civitella. La procura chiede il processo dinanzi alla Corte d’assise di Teramo, saltando l’udienza preliminare, per omicidio volontario pluriaggravato e vilipendo di cadavere: c’è dunque una novità nel capo di imputazione perchè scompare il concorso con altri. Dunque per i pm Davide Rosati e Greta Aloisi, il caporalmaggiore dell’Esercito in servizio ad Ascoli Piceno, ha fatto tutto da solo. Ha ucciso la moglie, ne ha denunciato la misteriosa scomparsa sul pianoro di Colle San Marco dove non era mai stata, ed è tornato sul luogo del delitto, a Ripe, per deturparne il corpo simulando un’altra matrice del delitto. Il movente, per la procura teramana, è nel conflitto coniugale innescato dalla relazione con Ludovica P., la soldatessa ex aliieva di Parolisi nella caserma Clementi di Ascoli Piceno. Sta qui la triplice contestazione di aggravate all’omicidio: il rapporto di parentela con la vittima, la crudeltà e la minorata difesa. Adesso la decisione per la concessione dell’eventuale giudizio immediato spetta al gip Giovanni De Rensis, che ha cinque giorni – dalla data di ricezione – per accogliere o meno la richiesta dell’accusa. La difesa, secondo il codice di procedura penale, potrebbe avanzare entro 15 giorni dalla decisione del gip, una richiesta di rito alternativo, quale il giudizio abbreviato in udienza preliminare.

La famiglia: «Adesso non più solo ipotesi». «Sul piano tecnico significa che la procura non ha più bisogno di altro tempo per le indagini, per noi equivale a una richiesta di rinvio a giudizio". Per l’avvocato Mauro Gionni che rappresenta i famigliari di Melania Rea, «l’indagine di Teramo ci dice che ci sono ancora più elementi, e non solo ipotesi accusatorie, nei confronti di Parolisi».  La decisione della procura teramana di chiedere il giudizio
abbreviato nei confronti dell’ex caporalmaggiore dell’Esercito accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea, «è un segnale positivo sulla strada della definizione della vicenda e nei confronti dell’indagato che vede accolta una sua richiesta di essere processato in tempi brevi». L’avvocato – che anticipa la costituzione di parte civile
nell’eventuale dibattimento, dei genitori e del fratello di Melania Rea (quella della piccola figlia della coppia spetta al giudice tutelare) – sottolinea che «con il processo finalmente anche noi diventeremo attori della vicenda, parte integrante dello sviluppo del dibattimento». Sul piano strettamente tecnico-procedurale, il dibattimento potrebbe svolgersi anche entro un mese dalla decisione del gip sulla richiesta avanzata oggi dalla procura e in assenza di richiesta, da parte della difesa di Parolisi, di usufruire di riti alternativi quale ad esempio il giudizio abbreviato. Tale istanza va presentata entro 15 giorni dalla notifica della decisione di accoglimento del giudizio immediato da parte del gip.

La difesa: «Un segno di debolezza della procura». «La procura ha tutto il diritto di chiedere il rito immediato, però ci dispiacerebbe non arrivare all’udienza preliminare perchè quella è una occasione dove un
altro giudice giudica l’operato della Procura stessa prima del rinvio a giudizio". Lo ha detto il difensore di Salvatore Parolisi, l’avvocato Walter Biscotti. «Secondo noi – spiega il legale – la procura teramana teme proprio l’udienza preliminare, teme il giudizio sul proprio operato. Per noi questa richiesta, è segno di debolezza da
parte dell’accusa».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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