Di Pasquale: «Se il progetto è valido perchè non cambiare socio privato?»

TERAMO – Il day after del no al nuovo teatro è ovviamente un’autostrada in discesa per le opposizioni consiliari e non. Sull’argomento interviene Manola Di Pasquale (Pd) per ribadire che da tempo il Partito democratico sosteneva che il «il project finanging sponsorizzato dall’amministrazione Brucchi per realizzare il teatro non aveva le gambe , o meglio le risorse e le imprese, per andare avanti». Secondo la Di Pasquale, «cementificare la città per un costo di 44 milioni di euro per avere un teatro del valore di 7 milioni di euro, era ed è un assurdo politico e progettuale». A Teramo si è rischiato un secondo lotto zero, secondo l’esponente Pd, con la differenza che per fortuna la “macchina infernale" si è fermata prima di qualsiasi intervento sulla città. «E’ da tempo che il Pd invita il Sindaco a valutare una ipotesi diversa – scrive Manola Di Pasquale – per costruire un teatro idoneo alle esigenze della città di Teramo, ma la sua arroganza e superbia  gli hanno impedito di ascoltare le esigenze dei cittadini teramani, e gli hanno permesso di buttare nel cestino 5.000 firme di cittadini teramani. Ora, all’improvviso, per il sindaco Brucchi il tanto esaltato project finanging non è più buono, e si passa ad altro; ma se il progetto era tanto valido e vincente, il meglio che si poteva offrire alla città, perché pensare ad altro, basta cambiare il partner privato, no? E’ l’ennesimo fallimento dell’amministrazione Brucchi – conclude l’esponente Pd -; è la dimostrazione della sua incapacità ad amministrare: è bene che ne prenda atto».

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