Teatro Romano, Agostinelli: "E' la Soprintendenza che decide"

TERAMO – “Non stupisce che il Pd accolga con sollievo lo stop al project financing del Nuovo Teatro”. A repplicare all’opposizione è l’assessore ai Progetti Strategici, Giacomo Agostinelli, intervenuto in una nota per evidenziare le “contraddizioni” da parte del Pd sul Tatro nuovo e sul teatro romano e per mettere il punto su “chi è deputato a fare cosa e con quali cifre”. “Il fronte del ‘No’ – dichiara l’assessore – è insito in questa opposizione, ma quando il centrosinistra presenta una ipotesi di cementificazione del vecchio stadio (Agostinelli allude al progect della ‘Sparaco Spartaco’ presentato dalla Giunta Sperandio nel 2001, ndr) esattamente del triplo rispetto all’attuale, poi “stoppato” dalla Prefettura di Ascoli , allora è capace anche di rinnegare i “padri”. Agostinelli replica inoltre alle polemiche sullo spostamento delle pietre dal l’area archeologica del teatro: un “gioiello di famiglia che è stato possibile recuperare solo grazie all’attività del sindaco Brucchi e del presidente Chiodi”. “Esiste già chi è deputato a valutare le pietre – ha dichiarato l’assessore – ovvero la Soprintendenza, l’organo istituzionalmente preposto a questo e che ha già espresso la sua valutazione: ovvero le pietre vanno spostate per essere prima di tutto separate da quelle estranee al Teatro Romano e poi catalogate per definire la giusta ricollocazione”. L’assessore sfida l’opposizione a visitare il cantiere di persona: “Ci sono cumuli per oltre 1400 pietre, qualsiasi tecnico al mondo non riuscirebbe a separare e catalogare un bel niente”. “Il Pd ricorda che il progetto è stato votato dall’intero Consiglio comunale? Ancora una volta il Pd dimostra di pensare solo agli interessi di bottega – conclude Agostinelli – e di non aver a cuore lo sviluppo della città, assumendo un atteggiamento che tende a difendere le posizioni di qualche rappresentante del proprio partito. E lo fa, ricorrendo a strumentalizzazioni come quella che sarebbero necessari 500 mila euro per lo spostamento delle pietre. Non è vero, la somma non supera i 40 mila euro”.

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