Cena tricolore per Brucchi e Catarra a casa di Berlusconi

TERAMO – E’ stata una “cena tricolore”, dalla caprese alle pennette fino alla parmigiana, quella offerta dal cavaliere Sivio Berlusconi agli amministratori locali del Pdl invitati a Villa Gernetto a Lesmo, vicino Arcore, una dimora settecentesca che è l’ultimo acquisto dell’ex premier che vuole ospitare in quella sede “l‘Università Liberale”. Tra loro, alla presenza del segretario Angelino Alfano, anche il sindaco Maurizio Brucchi e il presidente della Provincia Valter Catarra invitati insieme ad altri 80 amministratori locali per fare il punto sullo stato dell’arte della situazione politica alla vigilia delle prossime elezioni politiche. “Berlusconi vuole ripartire dagli amministratori – ha detto il sindaco rientrando dall’appuntamento milanese – perché sono le persone a più stretto contatto con i cittadini, dunque cerniera ideale per rilanciare un rapporto virtuoso tra la politica e l’elettorato. Da qui l’importanza di puntare sui giovani e di stringere alleanze con le liste civiche”. Una riflessione va fatta anche sul rapporto con gli alleati: Lega e Udc. Certo è che però il Pdl andrà alle elezioni con il suo simbolo, anche se Berlusconi non ama l’incertezza che se ne fa dell’uso alternato del maschile e femminile (“il Pdl”, “la Pdl”). Intanto però il partito ha un nuovo inno, l’occasione è stata utile per presentarlo agli amministratori che sono stati invitati a intonarlo, come nelle migliori tradizioni della goliardia berlusconiana. Non è mancato uno scambio di battute e cordialità a fine cena. Una curiosità va segnalata: sia il sindaco Brucchi che il presidente Catarra hanno omesso di essere rispettivamente il primo juventino, l’altro interista: non era cordiale visto che il padrone di casa ha festeggiato da poco il 26° anno di presidenza al Milan.

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