Chiodi torna sindaco per parlare della discarica crollata

TERAMO – E’ stato il giorno di Gianni Chiodi, oggi Governatore e ieri sindaco di Teramo, al processo per il crollo della discarica La Torre, il 16 febbraio 2006. Chiodi è imputato assieme ad altri ex amministratori e tecnici del comune teramano e ha accettato al pari di altri di essere sottoposto alle domande delle parti. «Abbiamo gestito la prassi ordinaria – ha detto Chiodi rispondendo alle domande della parte civile e del pubblico ministero Stefano Giovagnoni -, senza avere avvisaglia di quello che poi è accaduto». Il Governatore ha spiegato che le segnalazioni che gli arrivavano in qualità di rappresentante legale dell’Ente, dall’Arta piuttosto che dal Nucleo ambientale dei carabinieri o da cittadini, venivano girate ai tecnici comunali competenti. I quali, non avevano mai segnalato l’esistenza di rischi e di pericoli igienici-sanitari derivanti dallo spargimento e dall’infiltrazione del percolato nel terreno circostante. Alla richiesta del pubblico ministero di chiarire se un primo piccolo smottamento verificatosi nell’aprile 2005 gli fosse sembrato un segnale premonitore da collegare, come allarme, alle segnalazioni delle autorità ambientali, Chiodi ha replicato: «No, ma questo non perchè avessi delle relazioni autoreferenziali: c’erano indicazioni tecniche che spiegavano quello che accadeva e soprattutto nessuno prendeva in considerazione la possibilità di un crollo». Il Governatore, esprimendo il parere personale che la causa del crollo non fu geologica ma dovuta a un errato ‘abbancamento’ dei rifiuti, ha negato di essersi allarmato di quello che poi accadde: «Si trattava di una struttura tra le migliori della provincia, fino a quell’episodio estranea a problemi ambientali e mai interessata da provvedimenti di sequestro». Nel processo sono imputati tra gli altri, oltre a Chiodi e al consigliere regionale Fli, Berardo Rabbuffo (all’epoca assessore comunale all’ambiente), gli ex presidenti della Provincia, Claudio Ruffini ed Ernino D’Agostino e Franco Gerardini, dirigente del settore rifiuti della Regione Abruzzo.

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