«Nessun perdono per l'assassino di mia sorella»

TERAMO – «Per me non esiste perdono per l’assassino di mia sorella. Assolutamente no. Io gli auguro tutto il male del mondo e lo dico chiaramente e non mi vergogno di dirlo». Marilena Mazza, la sorella minore di Adele, la donna teramana strangolata e poi fatta a pezzi nella Pasqua del 2010, ha già condannato Romano Bisceglia, il 55enne sotto processo per il delitto dinanzi alla Corte d’Assise di Teramo. Marilena ha deciso di rompere il silenzio che la famiglia della vittima si è imposta all’indomani della macabro ritrovamento dei pezzi di cadavere della povera congiunta ed è intervenuta alla trasmissione "Fino a prova contraria", in onda a Teleponte, assieme al legale della famiglia, l’avvocato Gennaro Lettieri. Nelle parole di Marilena Mazza c’è dolore ma anche tanta dignità a difesa della memoria della sorella: «La cosa che mi fa male di più è il poco rispetto che viene dato a mia sorella. Comunque mia sorella era un essere umano; ha fatto i suoi errori ma merita, e noi pretendiamo, rispetto. Noi lo vogliamo e ci deve essere rispetto». Non ha dubbi, circa il nome e il cognome di chi ha ucciso Adele e poi ha deciso di vilipendiarne il corpo, facendolo a pezzi: «Sì ne sono sempre stata convinta. Quando mi chiesero se poteva esserci una persona che poteva avercela con mia sorella io dissi subito: Romano Bisceglia. Io farò di tutto perchè questa persona venga punita». «Adele mi parlava dei maltrattamenti che subiva da questa persona, tanto che una volta vidi dei lividi sul volto e la consigliai di denunciare questa persona. Lei aveva paura e quando li rividi in giro, mi arrabbiai con lei. Lei mi disse di non preoccuparmi, di starne fuori. Io sapevo di questa situazione – ha aggiunto Marilena Mazza». Non manca il senso di colpa in chi adesso piange nel ricordo di Adele: «Tante volte abbiamo cercato di aiutare Adele, tante volte è stata in comunità, abbiamo provato tante volte con lei ma si sa, alla fine deve essere la persona stessa a volerla, ad avere la forza e la volontà. A pensarci oggi qualche senso di colpa ce l’ho ma non per non averla aiutata e per non esserle stata vicina: perchè forse si poteva fare qualcosa di più…». Per Marilena, «Adele voleva rimettere a posto alcuni pezzi della sua vita, stava cominciando un cammino di questo tipo e credo che potesse essere quello il motivo per cui Bisceglia l’ha uccisa. Lei era stanca non ce la faceva più, voleva anche riallacciare un rapporto con suo figlio, cancellare tutto e ricominciare, ne parlava spesso».

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