Rifiuti, si valuta il commissariamento degli enti

TERAMO – “Se il cronoprogramma non verrà rispettato gli Enti potranno essere commissionati”. Lo ha detto il governatore  Gianni Chiodi, riferendosi alla questione rifiuti e, in particolare, a quegli enti preposti alla realizzazione delle discariche. E’ il caso dell’impianto di Grasciano, a Notaresco.  "I compiti della Regione – ha aggiunto Chiodi – sono la programmazione, l’autorizzazione e il finanziamento. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Non è colpa nostra se gli impianti non sono stati realizzati, perché se fosse stato uno dei compiti della Regione, sicuramente sarebbero stati fatti. Proprio per questo stiamo anche valutando il commissariamento". Chiodi ha anche auspicato che la logica del commissariamento non sia l’unica strada per il raggiungimento degli obiettivi.” Dico no – ha concluso Chiodi -ai giochetti politici e alle liti per la spartizione delle poltrone nei cda, perché ai cittadini importa solo che il servizio venga reso". Chiodi ha anche precisato che “La fase della valorizzazione energetica, sui cui noi abbiamo aperto un ampio dibattito con i territori, anche collaborando con il Cnr, è una fase ineludibile ed essenziale in un ciclo virtuoso dei rifiuti”, definendo una "sciocchezza" la "presunta strategia della Giunta finalizzata alla realizzazione di termovalorizzatori". L’assessore Mauro Di Dalmazio ha ricordato le quattro fasi previste dalla direttiva dell’Unione europea. “Riduzione della produzione di rifiuti, riciclo, valorizzazione energetica e conferimento in discarica. Non capisco perché debba essere visto con sospetto o con timore se si parla di termovalorizzazione energetica dei rifiuti in Abruzzo. Quale sarà la tecnologia migliore è un dibattito successivo. Certamente le tecnologie sono quelle classiche della termovalorizzazione, ma ce ne sono anche altre che entreranno a pieno titolo nella programmazione e che dovranno tener conto di due cose: la massima redditività in termini di rifiuti e recupero energetico ed il minor impatto ambientale". Chiodi ha poi parlato di "due modelli cheesistono in Europa e di cui ha parlato l’Eurostat: uno è quello svedese, norvegese e, più in generale, del Nord Europa, e l’altro è quello di Paesi come la Bulgaria: questi sono i due esempi estremi: il Nord Europa è 50% riciclo e 50% valorizzazione energetica, la Bulgaria è 100% discarica. Io non ritengo di essere un criminale se preferisco, e lo dico pubblicamente, il modello svedese e norvegese e se dico che il modello peggiore è quello della Bulgaria, a cui io non voglio cercare di aderire. A parlare di valorizzazione energetica in Abruzzo non siamo stati noi.  C’é una delibera delcentrosinistra risalente al 2007. La domanda che andrebbe fatta all’opposizione è: ‘perche’ oggi dite che queste tecniche fannomale?" ha concluso Chiodi. 

Certamente le
tecnologie sono quelle classiche della termovalorizzazione, ma
ce ne sono anche altre che entreranno a pieno titolo nella
programmazione e che dovranno tener conto di due cose: la
massima redditività in termini di rifiuti e recupero energetico
ed il minor impatto ambientale".
   "Questo non lo dicono Mauro Di Dalmazio e Gianni Chiodi – ha
aggiunto -, questo lo dicono i paesi più avanzati, le direttive
europee, la normativa nazionale e quella regionale. Perché la
valorizzazione energetica, come fase, non l’ha inventata la
Giunta Chiodi, ma esiste nel Piano regionale dei rifiuti del
2007, per cui oggi che cos’é questo atteggiamento se non una
strumentalizzazione di basso livello?".
   Il presidente Chiodi ha poi parlato di "due modelli che
esistono in Europa e di cui ha parlato l’Eurostat: uno è quello
svedese, norvegese e, più in generale, del Nord Europa – ha
spiegato -, e l’altro è quello di Paesi come la Bulgaria:
questi sono i due esempi estremi".    "Il Nord Europa – ha
aggiunto il governatore – è 50% riciclo e 50% valorizzazione
energetica, la Bulgaria è 100% discarica. Io non ritengo di
essere un criminale se preferisco, e lo dico pubblicamente, il
modello svedese e norvegese e se dico che il modello peggiore è
quello della Bulgaria, a cui io non voglio cercare di aderire.
Con me c’é tutta l’Unione Europea che lo pensa allo stesso
modo".
   "A parlare di valorizzazione energetica in Abruzzo non siamo
stati noi – ha ribadito Chiodi -. C’é una delibera del
centrosinistra risalente al 2007. La domanda che andrebbe fatta
all’opposizione è: ‘perche’ oggi dite che queste tecniche fanno
male?’" ha concluso Chiodi

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