Oggi è il giorno di Parolisi in tribunale

TERAMO – Ore 11, aula processi con giudice monocratico del tribunale di Teramo: si apre un appuntamento importante per Salvatore Parolisi, il cui destino processuale è legato ad una discussione tra le parti che si annuncia tesa e prolungata. Dibattimento che dovrà convincere il gip Marina Tommolini ad accogliere o meno la richiesta di super-perizia avanzata dai legali del caporalmaggiore accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea, con 35 coltellate. Se la super-perizia ci sarà, il giudice avrà accolto la richiesta di un processo con rito abbreviato, che in caso di condanna spianerebbe a Parolisi la strada verso uno sconto di pena; se così non fosse, per lui si aprirebbero le porte dell’aula di Corte d’assise, con un giudizio immediato davanti a una giuria togata e popolare, a difendersi da un’accusa da carcere a vita. Gli avvocati della difesa, Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, si presentano al giudizio di un altro gip, il quinto oltre ai giudici della Cassazione, dopo aver incassato due ordinanze di custodia cautelare e il rigetto di due ricorsi al riesame dell’Aquila e alla Suprema Corte. Dinanzi al gip Tommolini che ha già negato la concessione degli arresti domiciliari al loro cliente, proveranno a rendere forte la richiesta di un approfondimento tecnico-scientifico attaccando su alcuni punti deboli dell’accusa, che attraverso i pm Davide Rosati e Greta Aloisi, che affiancano il procuratore capo Gabriele Ferretti, si opporranno alla ricerca della strada più breve per l’imputato. In primo luogo, l’ora della morte, stabilita in base ai tempi di assimilazione della caffeina e sulla valutazione del contenuto gastrico indicati dal consulente tecnico dell’accusa, il professor Adriano Tagliabracci. Non è possibile stabilire che Melania Rea sia morta tra le 13.30 e le 14.30 del 18 aprile, dice la difesa dell’unico accusato: quello spazio temporale coincide con lo stesso in cui l’alibi di Parolisi non regge, in bilico sulla sua effettiva presenza sul pianoro di Colle San Marco con la famigliola alla ricerca della moglie scomparsa nel nulla. Biscotti e Gentile vogliono anche che si approfondisca proprio questo aspetto: Melania era sul pianoro, lo dice una flebile traccia di una cella agganciata dal suo cellulare, in un punto in cui anche Piergiorgio, un cane molecolare che una perizia della procura ha definito "inaffidabile", fiutò odori della vittima. E poi la dinamica del delitto e quale arma abbia infierito sul corpo della mamma 29enne di Somma Vesuviana, trafitta da 35 coltellate e poi offesa post-mortem: domande alle quali il gip dovrebbe chiedere risposte a un nuovo perito cui affidare una valutazione a tutto tondo sui tanti aspetti definiti oscuri da Parolisi. Richiesta che potrebbe innescare una dilatazione dei tempi di questa fase preliminare verso il giudizio al caporalmaggiore istruttore di allieve femminili nella caserma Clementi di Ascoli Piceno: che lunedì mattina potrebbe incrociare di nuovo gli sguardi dei suoceri e del cognato, a distanza di otto mesi da quando lo videro finire in carcere con il sospetto di uxoricidio.

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