Teramo non aumenta l'Imu, ma i rincari si sentiranno lo stesso

TERAMO – Il capolugo Teramano torna sul "Sole 24 Ore" di oggi per essere tra i sette Comuni Italiani che hanno scelto di aumentare l’aliquota Irpef dello 0,8% insieme ad Agrigento, Carbonia, Catanzaro, Chieti,Macerata e Sanluri. Il quotidiano economico contestualizza la scelta del prelievo fiscale in un discorso più ampio legato anche all’Imu, un binomio che in 39 capoluoghi di provincia fa schizzare i rincari del prelievo fiscale  su immobili e redditi al 150%. A differenza di molti Comuni che hanno messo in agenda un aumento delle aliquote Imu superiore a quelle base definite a livello nazionale, Teramo ha deciso che si atterrà a i parametri definiti (aliquota dello 0,4 % per le prime case, e dello 0,76 per gli altri immobili). Certo è che l’Imu, anche senza rincari e attenendosi a quanto stabilito dal Governo, costerà ai teramani il 50% il doppio rispetto all’Ici. Ma come si arriva ad aumenti così considerevoli? La base imponibile dell’Imu è individuata partendo dal valore della rendita catastale rivalutato. Per passare dalla rendita al valore reale dell’immobile sono stati individuati dei moltiplicatori che sono decisamente più alti rispetto all’Ici: ad esempio sulle abitazioni si passa da 100 a 160. Il gettito fiscale, darà senz’altro un mano alle casse del Comune, ma meno considerevole di quanto ci si aspetti. L’assessore al Bilancio Alfonso Di Sabatino spiega infatti che metà del gettito finirà nelle case dello Stato che incasserrà somme anche in quei casi dove invece la municipalità individua esenzioni o agevolazioni. Sostanzialmente, per il vicesindaco, il Comune farà da esattore per somme che intascherà lo Stato. La bozza del regolamento è già pronta, tuttavia sarà meglio definita dopo un incontro convocato a Roma per mercoledì alla presenza degli amministratori locali e dei dirigenti, durante il quale saranno meglio chiariti gli aspetti oscuri della materia dal quale emerge nettamente solo un aspetto: è cioè nuovi rincari in arrivo per le famiglie ed enti locali sempre in affanno.

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