Diciotto anni alla badante che uccise la collega a sprangate

TERAMO – Diciotto anni di reclusione per omicidio volontario con il rito abbreviato. E’ la condanna inflitta dai giudici della Corte d’Assise di Teramo a Tereke Lema Alefech, la badante etiope di 54 anni accusata del delitto di Gabriela Baire, 62 anni, sua collega eritrea, ammazzata a colpi di spranga il 24 ottobre 2010 a Teramo, in un condominio di via Pannella. La donna è stata anche condannata a un risarcimento provvisorio di 50mila euro a uno dei fratelli della vittima, costituitosi parte civile e assistito dall’avvocato Michele Del Fuoco. I diciotto anni sono il frutto dello sconto di pena di un terzo per il rito alternativo, dopo il riconoscimento dell’aggravante dei futili motivi ma non quella della premeditazione. La pubblica accusa, rappresentata dal pm Davide Rosati, aveva chiesto una condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Di diverso avviso la difesa, sostenuta dall’avvocato Maria Assunta Chiodi, che aveva chiesto l’assoluzione della badante etiope per infermità mentale, nonostante la stessa sia stata esclusa dalla perizia psichiatric a cui è stata sottoposta l’imputata, dietro richiesta del suo legale come condizione per l’abbreviato.

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