Iva sulla Tia, il Pd: "Ora i cittadni vanno risarciti"

TERAMO – La Cassazione riapre ai cittadini teramani la strada per il diritto al rimborso dell’Iva ingiustamente pagata sulla Tia. La notizia è del Pd teramano che cita una sentenza depositiate il 9 marzo della Corte che metterebbe la parola fine alla questione sulla natura della Tariffa di igiene ambientale prevista. La sentenza, spiega il Pd, ribadendo che la tariffa non può essere assoggettata ad Iva in quanto entrata di carattere tributario e non un corrispettivo per il servizio reso. “La sentenza – si legge in un comunicato diffuso da Gianguido D’Alberto, vicecapogruppo del Pd in Consiglio comunale – segna un’ulteriore, e ci auguriamo definitiva, tappa della vicenda riguardante il diritto dei contribuenti teramani al rimborso dell’ Iva indebitamente pagata sulla Tia nei periodi di imposta 2005-2009, sostanzialmente sorto sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale che aveva già puntualmente chiarito la natura non tributaria della tariffa stessa”. Alla luce del chiarimento giurisprudenziale se è vero, dice il Pd, che l’Iva è stata girata allo Stato e che sul bilancio statale graveranno i costi derivanti dalle procedure di restituzione, appaiono improrogabili una serie di chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale e della Teramo Ambiente, che, nella qualità di gestori del servizio per gli anni di rispettiva competenza, sono chiamati a ricevere le domande di rimborso oltre che ad assumere la posizione di controparte in eventuali ricorsi davanti al giudice ordinario. “Il silenzio a questo punto è inaccettabile. Chiediamo ora che da parte dei soggetti competenti siano comunicati immediatamente ai cittadini teramani forme, termini e modalità per il soddisfacimento di un diritto troppo a lungo negato e che nel nostro territorio assume una valenza maggiore, se si considera l’elevata incidenza della Tia sulle tasche di tutti i contribuenti”.

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