Adescava ragazzine on line, arrestato pedofilo teramano

TERAMO – Ha adescato in chat una cinquantina di ragazzine fra i 13 e i 15 anni in tutta Italia spacciandosi per un coetaneo, molte ne ha convinte a mandargli foto e video in atteggiamenti provocanti, minacciandole, in caso
di rifiuto, di infettare i loro computer. La denuncia di una madre ha consentito alla Polizia Postale di arrestare questo trentatreenne incensurato della provincia di Teramo per produzione e detenzione di materiale pedopornografico, aggravato dall’eta delle ‘vittime’, nonchè estorsione ai danni di minorenni. L’uomo vive a Villa Rosa e lavora in un esercizio commerciale d San Nicolò a Tordino. Gli agenti del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Abruzzo lo hanno sorpreso in casa mentre tentava di distruggere fogli sui quali aveva annotato nickname e indirizzi mail delle giovanissime che contattava online. La misura cautelare è stata emessa dal Gip dell’Aquila Marco Billi, su richiesta del Pm della Procura Distrettuale dell’Aquila David Mancini. Per quei reati l’uomo, ha spiegato il vice questore Pasquale Sorgoni in conferenza stampa a Pescara, rischia una condanna fra i 10 e i 12 anni. Nei suoi computer sono state trovate registrazioni di colloqui, immagini girate con webcam e 800 foto, nonchè 70 indirizzi mail; altro materiale potrebbe essere custodito in tre computer portatili e un hard disk che devono essere ancora visionati. Nel corso delle indagini sono state ascoltate 35 delle ragazze contattate – nelle province di Venezia, Verona, Milano, Torino, Alessandria, Bergamo, Brescia, Massa, Pesaro, Forlì,L’Aquila, Roma, Rieti, Viterbo, Napoli e Catania – dall’uomo che si presentava con diversi nickname, valeriux2010@hotmail.it, Severe-winter@hotmail.it, lasabbiaabrucia@hotmail.it. In un caso il trentatreenne aveva quasi ottenuto con una di loro un incontro, che per fortuna non c’è mai stato. "Da tempo, nelle scuole abruzzesi – ha commentato Sorgoni a margine della conferenza stampa -, effettuiamo incontri con gli studenti per spiegare i pericoli e i rischi di un uso disinvolto di internet, come avvenuto in questo caso".

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