Brucchi: "Nessuno spreco, esecutivo attento a dare garanzie democratiche"

TERAMO – Nel rispetto dell’intesa raggiunta con i capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione, il sindaco Maurizio Brucchi, aveva abbracciato il condiviso proposito di astenersi dal commentare le vicende legate alla seduta consiliare di questa mattina. La decisione, come puntualizza una nota diffusa dal Comune, scaturiva dalla constatazione dell’importanza dell’accordo costruttivo raggiunto in relazione ad un argomento sul quale era stata trovata una incoraggiante concomitanza di modalità operative, pur nel rispetto delle diverse posizioni. Dopo però, in conseguenza delle dichiarazioni rilasciate dai consiglieri Di Pasquale (Pd) e Cordoni (Idv) e riportate da alcuni organi di informazione, il sindaco Brucchi, si è sentito in dovere di precisare quanto segue:

“Il Consigliere Cordoni, che vorrei far notare è arrivato in Consiglio Comunale a tempo scaduto, non sa – proprio perchè non era presente – che la maggioranza avrebbe potuto votare il regolamento all’Ordine del Giorno senza coinvolgere la minoranza; se invece ha voluto dare l’opportunità di discutere e votare un provvedimento per la città, è stato proprio in relazione alle attese e al significato del provvedimento stesso; cosa che lui non è abituato a fare.

Per quanto concerne le dichiarazioni della consigliera Di Pasquale, ricordo che gli errori negli atti amministrativi vi sono stati in passato, ci sono ora e ci saranno in futuro. Questa maggioranza, però, sa bene cosa fare per eliminare tali discrasie.

Sottolineo che non è da rilevare nessuno spreco di risorse della cittadinanza, perché in tre anni quella di oggi è la seconda volta in cui il Consiglio viene rimandato in seconda convocazione. Ricordo che quando io ero all’opposizione, invece, questa era la regola. E ricordo, comunque, che sono i principi della democrazia, emanati a tutela delle garanzie pubbliche, a contemplare il ricorso alla doppia convocazione, anche al fine di consentire una riflessione più approfondita e diffusa su argomenti che evidentemente richiedono tale trattazione. Pertanto, in questo caso, più che spreco, direi che le garanzie democratiche concorrono a sviluppare uno stato dei fatti che fornisce un surplus di attenzione nei confronti della cittadinanza e dei suoi interessi”.

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