“Chinajeans" mette in ginocchio il falso del Sol Levante

TERAMO – E’ stata denominata "Chinajeaans" l’operazione che gli ispettori della direzione territoriale del Lavoro e del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro diretti dalla dottoressa Fabrizia Sgattoni, che ha portato alla scoperta di un vasto giro di lavoro nero e sommerso in laboratori cinesi della provincia di Teramo. Numeosi gli opifici controllati, all’interno dei quali sono stati scoperte postazioni di lavoro e numerosi capi di abbigliamento ancora da confezionare, nonché marchi ed etichette di famose griffe, locali usati come dormitori con l’interposizione di pareti di compensato o cartongesso. Struttura fatiscenti dove si lavorava, si dormiva, si crescevano bambini, in cui decine di persone vivevano a strettissimo contatto senza le minime garanzie igieniche e di sicurezza. Le struttura avevano anche impianti elettrici non a norma e coperture in eternit, pericoloso per la salute umana. Oltra una sessantina di uomini hanno scoperto 36 laboratori tessili irregolari, di cui uno sconosciuto alla pubblica amministrazione, controllato 271 posizioni lavorative di cui 83 irregolari, sequestrato 20 immobili adibiti a laboratori tessili per un valore complessivo che supera i 6,3 milioni di euro, adottando 25 provvedimenti di sospensione dell’attività, l’emanazione di 950 prescrizioni per contestazioni di violazioni sulla sicurezza per un importo di oltre 4,8 milioni di euro e denunciato 32 persone,  per violazioni in materia di norme sull’igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro. Sono stati individuati a recupero contributi previdenziali ed assistenziali omessi per un importo totale di circa 800mila euro. Sono in corso indagini tese all’accertamento sulla provenienza dei tessuti confezionati all’interno dei laboratori sottoposti a sequestro, nonché sulla legalità della completa filiera di produzione, con particolare riguardo alla contraffazione dei marchi ed alla parziale e/o completa alterazione dei manufatti.

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