Dehors e gazebo, spazio ai privati con i "Progetti d'ambito"

TERAMO – Dare decoro alla città, dettando tempi medio-lunghi per l’adeguamento alle nuove disposizioni. E’ questo secondo il sindaco Maurizio Brucchi il senso del nuovo regolamento su dehors, gazebo ed edicole, approdato in Consiglio comunale, tra le polemiche dell’opposizione. “Nessuno prima di noi – ha sottolineato Brucchi – ha avuto il coraggio di farlo, di mettere ordine in una vera e propria kasbah. Oggi tiriamo una linea definitiva: ci sono situazioni in sospeso dagli anni Ottanta, strutture abusive o che non hanno mai pagato la tassa di occupazione di suolo pubblico. Stiamo dando uno stop a tutto questo e, allo stesso tempo, stiamo dettando le regole per garantire il rispetto dell’estetica e della funzionalità delle strutture”. Le nuove regole a cui fa riferimento il sindaco riguardano, in primis, l’individuazione di tre aree: A, ossia quella del centro storico, B, area urbana, e C, aree frazionali, dive ci saranno diversi livelli di concessione. Nella prima saranno consentite solo strutture aperte e leggere, nella seconda e nella terza anche di dehors chiusi. Una delle novità più interessanti riguarda i Progetto d’ambito, che potranno essere proposti anche da privati ma che dovranno comunque passare al vaglio del Consiglio comunale. Rispetto alla prima bozza presentata, si è deciso inoltre di mantenere la Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico. Un’altra innovazione riguarda le dimensioni dei dehors, che non potranno superare i 60 metri quadri: molti, attualmente, risultano sovradimensionati, e avranno 1 anno di tempo per adeguarsi, mentre per le strutture più piccole la tempistica è più stretta: solo 3 mesi. Le edicole non potranno oltrepassare i 16 metri quadri. I Corsi principali saranno maggiormente tutelati, con strutture leggere non superiori ai 12 metri quadri. Stop anche ad ombrelloni sponsorizzati e a sedie in plastica: il nuovo regolamento indica anche i materiali e i colori da utilizzare.

LE REAZIONI DELL’OPPOSIZIONE: Critico il centrosinistra, che ha bocciato il regolamento (passato con i soli voti della maggioranza). Manola Di Pasquale (Pd) ha sottolineato in particolare il fatto che il Regolamento prevede tempi troppo stretti per l’adeguamento “imponendo agli esercenti investimenti economici che in questo periodo di crisi nessuno si può permettere”. Ancora più polemico Sandro Santacroce (Prc). “I consiglieri di maggioranza hanno bocciato sonoramente le decisioni della Giunta – ha affermato – visto che il regolamento è stato completamente emendato dallo stesso centrodestra. Servirebbe allora una riflessione politica su quanto accaduto”.

 

 

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