Mezzo milione di euro della Provincia per la formazione

TERAMO – La Provincia di Teramo, attraverso l’assessorato al Lavoro, ha stanziato quasi mezzo milione di euro per le piccole e medie imprese. Sono stati infatti pubblicati due nuovi avvisi, nell’ambito della programmazione 2009-2011 del Fondo sociale europeo, che riguardano la progettazione di corsi rivolti a lavoratori e manager delle aziende di questa tipologia. Il primo riguarda azioni di formazione continua per lavoratori di imprese inserite in processi di riconversione e o ristrutturazione, con circa 300mila euro di risorse disponibili: 150mila di questi sono riservati a piani formativi elaborati da una pluralità di imprese con il concorso delle associazioni datoriali e dei sindacati. Il secondo avviso – per un importo di 124.370 euro – riguarda corsi rivolti indistintamente a lavoratori, imprenditori e manager delle piccole imprese volti al potenziamento delle capacità di competizione e presenza sui mercati di riferimento: con l’avvento del digitale terrestre, 30mila euro sono riservati a percorsi formativi per antennisti ed installatori. Requisiti per partecipare agli avvisi sono la sede operativa nel territorio provinciale di Teramo e sedi accreditate o in corso di accreditamento per la macrotipologia "Formazione Continua" nella provincia di Teramo. I corsi, della durata da un minimo di 60 a un massimo di 100 ore, dovranno concludersi entro 4 mesi dall’affidamento. Gli avvisi scadono il prossimo 20 aprile. «La formazione all’interno delle aziende e delle realtà produttive – dichiara l’assessore provinciale al Lavoro e alla Formazione, Eva Guardiani – va sostenuta adeguatamente perché rappresenta il volano attraverso il quale l’impresa valorizza le risorse umane e riesce ad essere competitiva sul mercato. Anzi, spesso puntare sul potenziamento delle competenze del lavoratore significa porre le basi per uscire da una situazione di crisi e di stagnazione. Ci auguriamo di dare un aiuto concreto al tessuto economico provinciale anche con il concorso delle stesse associazioni datoriali e dei sindacati, che volutamente sono state incluse nella progettazione».

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