La cabinovia dei Prati di Tivo non chiuderà

TERAMO – La Sangritana non lascerà Pietracamela e i Prati di Tivo. Anzi, il 10 aprile sarà sottoscritto un protocollo d’intesa per rafforzare gli obiettivi previsti: sostenere l’offerta turistica montana teramana, valorizzare gli investimenti e rafforzare il ventaglio di servizi turistici. E’ il risultato del tavolo che si è tenuto questa mattina alla Provincia di Teramo, convocato con urgenza dal presidente Valter Catarra, dopo che la società pubblica di trasporti lancianese – che gestisce gli impianti di risalita ai Prati di Tivo – aveva manifestato la volontà di chiudere la Cabinovia e di rescindere il contratto prima della scadenza naturale, prevista a settembre. Alla base della decisione, un contratto stipulato con la Gran Sasso Teramano spa troppo oneroso e di durata troppo breve per un rientro negli investimenti, difficoltà logistiche, bassi ricavi rispetto a stagioni invernali parche di neve. Argomenti affrontati questa mattina alla presenza dell’assessore regionale ai trasporti, Giandonato Morra, del senatore Paolo Tancredi, dal presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, dal sindaco di Pietracamela, Claudio Di Giustino, dai rappresentanti della Gran Sasso Teramano, Marco Bacchion e Fernando Marsilii (rispettivamente presidente e amministratore delegato) e dal presidente della camera di commercio Giustino Di Carlantonio. In particolare, la Sangritana ha fatto presente che nella attuale fase di contrazione delle risorse pubbliche per il trasporto pubblico «non è più possibile permettersi di portare avanti gestioni in perdita. Pertanto – ha spiegato Di Nardo -, così come avviene al Nord Italia, per raggiungere il pareggio o costituire un profitto è necessario che le società di gestione possano diversificare gli investimenti e arricchire il ventaglio dei servizi offerti in maniera da aumentare gli introiti che, unicamente con gli impianti di risalita, sarebbero sempre in perdita». Morra e Tancredi hanno rassicurato la Provincia «sull’arrivo ormai imminente dei fondi Fas a copertura dell’investimento effettuato per la realizzazione della cabinovia». Provincia, Camera di Commercio e la Gran Sasso spa, dal canto loro, valuteranno con gli uffici tecnici soluzioni praticabili per rendere economicamente più appetibile la gestione degli impianti.

Leave a Comment