Tasse locali, ogni teramano paga 1.253 euro l'anno

TERAMO – Il Fisco tartassa gli italiani anche con le tasse locali: mediamente ogni cittadino sborsa 1.230 euro l’anno per addizionali e altri balzelli di Comuni, Province e Regioni. Ma il peggio, avverte la Cgia di Mestre – che ha elaborato la classifica – deve ancora venire. Perchè la fotografia della pressione tributaria locale è stata scattata nel 2011, prima della raffica di aumenti introdotti dalle due manovre dell’estate del Governo Berlusconi, e del decreto ‘Salva Italia’ dell’esecutivo Monti; quest’ultimo, solo con Imu e aumento dello 0,33% dell’addizionale regionale Irpef, porterà allo Stato un maggior gettito di 12,8 miliardi di euro. Come si comportano i comuni abruzzesi in questa classifica della pressione fiscale? Teramo e Pescara sono a metà, L’Aquila meglio, di Chieti i dati non sono disponibili. Il capoluogo teramano si attesta quasi al centro degli oltre 100 capoluoghi di provincia: i cittadini di Teramo ‘soffrono’ una pressione di tasse che si attesta sui 1.253 euro a persona, leggermente al di sopra della media nazionale (Pescara è a 1.261 euro, L’Aquila di poco sopra i 1.000). I più spremuti – riferisce lo studio della Cgia di Mestre – sono gli abitanti della Lombardia, con ben 8 Comuni capoluogo nei primi 10 posti della classifica generale. Al top c’è Varese, con una pressione tributaria locale pro capite di 1.714 euro, seguita da Lecco (1.681) e Bergamo (508). Il gradino più basso del podio è occupato da tre Comuni con la stessa pressione tributaria locale (1.665 euro), Bergamo, Monza e Bologna. Chiudono la graduatoria nazionale invece tre Comuni capoluogo del Sud: Caltanisetta, con 789 euro pro capite, Agrigento (767) e Lanusei (671). A parziale consolazione, per chi paga di più, il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ricorda che in base al principio della progressività, che regola il sistema fiscale italiano, nelle realtà dove si versano più tasse i livelli di reddito sono mediamente più elevati e, quasi sempre, qualità e quantità dei servizi offerti sono migliori. "Insomma – sottolinea Bortolussi – nei territori più ricchi si paga in misura maggiore, ma si riceve anche di più".

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