Appalti pubblici in calo del 78%, spiragli dalla ricostruzione

TERAMO – Appalti pubblici in caduta libera in provincia di Teramo. I dati illustrati oggi dall’Ance (associazione nazionale costruttori edili) parlano chiaro: nel triennio 2008-2011 sono diminuiti del 78%, con una riduzione consistente sia del numero delle gare (passate da 168 a sole 37) che di quello degli importi (da oltre 48 milioni a quasi 11). Nello stesso periodo in Abruzzo la riduzione del numero degli affidamenti è stata del 47%, a cui ha fatto seguito un calo degli importi complessivi delle gare appaltate del 17%. In questo contesto si inserisce la nuova ordinanza del Governo Monti, che riapre il mercato della ricostruzione post-terremoto. “Ma adesso – afferma il presidente dell’Ance Armando Di Eleuterio – bisogna puntare sulla qualificazione delle imprese per ottenere garanzie sulla qualità delle opere. Come è noto, infatti, la nuova ordinanza, tra i diversi punti, fissa a 5 il numero delle imprese che devono essere chiamate a partecipare alle gare. C’è bisogno, quindi, di imprese qualificate, che diano ampie garanzie sul piano della qualità delle opere, e le nostre imprese possono competere a pieno titolo per offrire il loro prezioso contributo alla ricostruzione post-sisma. Dopo la presa di posizione del Governo ci aspettiamo che la Regione dia a riguardo un segnale molto preciso e forte”. L’Ance di Teramo ha posto una serie di temi in agenda nel rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, a cominciare dal superamento del Patto di Stabilità per i Comuni virtuosi, sulla cui revisione sta lavorando il Governo Monti, e la questione spinosa dei ritardi dei pagamenti. “Apprendiamo con soddisfazione – afferma Di Eleuterio – che il Governo Monti sta studiando le modalità per superare il Patto di stabilità, aprendo ai Comuni virtuosi la possibilità di spendere le risorse disponibili. Per le imprese sarebbe davvero una novità importante, se la disponibilità finanziaria facesse il paio con la programmazione degli interventi. Con il ritardo cronico dei pagamenti, che si sta acuendo sempre di più, c’è il rischio che nel 2012 aumenteranno i fallimenti delle imprese. Le gare di appalto sono diminuite del 78%, e ci sono alcuni enti che pagano con un ritardo che in alcuni casi arriva a tre anni”.

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