Alluvione, il Pd: "Abruzzo senza proroga per lo stato d'emergenza"

TERAMO – “Nessuna richiesta di proroga è stata presentata dalla Regione Abruzzo al Governo per il decreto che a marzo dello scorso anno aveva dichiarato per la provincia di Teramo lo stato di emergenza”. Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca, che si dichiarano “esterrefatti dall’insufficienza di Chiodi”. “Grazie all’interrogazione dell’onorevole Tommaso Ginoble al Ministro Giarda (nella quale si chiedeva conto delle disparità di trattamento tra le Marche e la provincia di Teramo per i fondi post alluvione stanziati in via emergenziale dal governo dopo le piogge del marzo 2011) è emerso che la Regione Abruzzo non ha presentato alcuna richiesta di proroga. La notizia è di quelle clamorose- si legge nel comunicato di Ruffini e Di Luca – e dimostra che ormai Chiodi ha la testa altrove. In Abruzzo non vi è più la garanzia neanche che venga fatta una semplice richiesta al Governo, nonostante vi fosse stato un atto di indirizzo  votato all’unanimità in Consiglio regionale un mese fa. Questo è davvero uno schiaffo per Teramo ed i teramani”. “Poco o nulla ha fatto Chiodi per l’alluvione della sua provincia”, dichiarano Ruffini e Di Luca secondo i quali tutte le iniziative sono arrivate dal gruppo consiliare del Pd: come la risoluzione approvata il 6 marzo scorso che impegnava il governatore a richiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri la proroga dello stato di emergenza. La richiesta di proroga fino al 31 marzo 2013, spiegano i due consiglieri, si rende necessaria al fine di ottenere dal Governo l’assegnazione di risorse finanziarie provenienti dal Fondo Nazionale di Protezione Civile e che servirebbero a coprire le spese degli enti locali pari ad oltre 12 milioni di euro. “Chiodi doveva quindi vigilare ed avere massima attenzione nel richiedere la proroga. Questa vicenda – proseguono i consiglieri del Pd- dimostra che il presidente vive in uno stato di “totale insofferenza” per il ruolo che ricopre e che “non vede l’ora di andare via”. “Quanto accaduto denota auna mancanza di rispetto nei confronti delle decisioni del Consiglio regionale – conclude il comunicato diffuso – adesso non ci resta che appellarci a tutti i nostri parlamentari affinchè ottengano dal Governo i 12 milioni di euro. Si tratta di soldi già spesi, la proroga era certamente importante ma non si può penalizzare un’intera Provincia per l’incapacità di qualcuno”.

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