Scontri Roma, Azione Antifascista: «Montatura per deligittimarci»

TERAMO – «Noi a Roma c’eravamo e non abbiamo fatto nulla di cui vergognarci, non siamo disposti a fare da capro espiatorio». Azione Antifascista torna a ribadire la solidarietà ai giovani arrestati per gli scontri di Roma del 15 ottobre – e in particolare a Davide Rosci – e torna ad attaccare la procura di Roma, i giornalisti e i media per averli «etichettati come anarco-insurrezionalisti, come gruppo fomentatore dell’assalto al blindato dato alle fiamme, come black block, e si è addirittura parlato di “cellula teramana”». A sottolineare questo concetto, i giovani di “Antifa Teramo“ definiscono «falso ciò che è stato scritto in meerito alla premeditazione dell’attacco alle forze dell’ordine e al compimento di azione criminose lungo tutto lo svolgimento del corteo»; secondo quanto scrivono in una nota, «non trova alcun riscontro nei capi d’accusa contestati al nostro compagno in particolare e agli altri arrestati della nostra provincia in generale». Si tratta, per Azione Antifascista, di «una montatura che sottolinea l’accanimento nei nostri confronti», con lo scopo di delegittimare il movimento politico-culturale: «Ulteriore dimostrazione che la caccia alle streghe è programmata, è data dalla precisione con la quale siamo stati inquadrati dai media che si sono occupati della questione. Le volte in cui siamo finiti sulla stampa (per il torneo antirazzista, le varie presentazioni di libri, le molteplici iniziative culturali e politiche) siamo sempre stati confusi con le individualità anarchiche, i gruppi ultras o il partito della rifondazione comunista della nostra città. In questo massacro sulla carta stampata invece i giornalisti sono stati precisi e puntuali nel citarci come Azione Antifascista Teramo, in modo tale da additarci all’opinione pubblica nazionale come i mostri da carcerare. Non staremo a guardare ma ci difenderemo da queste calunnie».

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