Negozi sempre aperti? Teramo snobba l'idea

TERAMO – L’effetto liberalizzazioni non c’è stato. Ieri in città si sono notate tante saracinesche abbassate: solo una decina di attività commerciali hanno approfittato della deregulation per restare aperte. “Un problema – sottolinea il presidente del Centro commerciale naturale Giancarlo Da Rui – che si ripresenterà anche il primo maggio”. Da rui è d’accordo con le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’assessore regionale Alfredo Castiglione. “Stabilire delle giornate di chiusura obbligatoria – afferma Da Rui – significa tutelare i diritti dei lavoratori del commercio, in particolare dei più deboli. Basterebbe far rispettare alcune date, come il 25 aprile, il primo maggio, Natale e il 26 dicembre, Pasqua e Pasquetta”. A Teramo la situazione del commercio non è semplice: sono circa 200 le attività chiuse nel primo trimestre di quest’anno. I commercianti teramani hanno comunque avviato una serie di incontri per discutere delle recenti normative e degli sviluppi e delle ripercussioni dirette che avranno nel tessuto economico teramano. Le proposte discusse nel tavolo di lavoro che si è tenuto pochi giorni fa sono quelle di trovare un’intesa comune, evitando lo spiacevole, ed inutile, effetto a macchia di leopardo. “Dobbiamo essere tutti d’accordo – continua Da Rui – per questo ci siamo presi del tempo per riflettere”. Le idee ci sono: restare aperti una domenica al mese, magari organizzando delle manifestazioni in concomitanza. Discussa anche la possibilità di modificadre gli orari  durante i mesi estivi, con aperture anche serali. Tornerà anche la Notte dei saldi, che i commercianti, quest’anno,vorrebbero spalmare su più giorni.

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