Minacce di morte ad Ingroia, salta la "Giornata della legalità"

TERAMO – Salta la “Prima giornata della legalità” organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti. La causa del rinvio è davvero poco edificante e desta sdegno e preoccupazione, perché l’appuntamento con il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è stato rinviato a causa delle minacce di morte che sono apparse ieri sui muri di via Comi, proprio vicino alla Sala polifunzionale che avrebbe dovuto ospitare l’evento, e alle lettere dello stesso tenore inviate al magistrato e a Leo Nodari, organizzatore della manifestazione di Martinsicuro, prevista per stasera, a cui Ingroia non parteciperà più. I motivi della  decisione di Ingroia restano da approfondire, anche se, ufficialmente, il Procuratore ha fatto sapere di non voler creare troppi disagi alle forze dell’ordine, “che avrebbero comunque garantito la massima sicurezza”. Grande la delusione degli studenti, per cui “la Giornata della legalità rappresenta la conclusione di un percorso intrapreso dalle vaie scuole della provincia, che ha come obiettivo non il semplice e pedissequo rispetto della legge ma un percorso educativo per esaltare i valori della democrazia, garantiti dalla legalità, dalla partecipazione, dall’ascolto”, come scrive il presidente della Consulta Vincenzo Quaranta in una nota. Valori, che, sottolineano, gli studenti, “sono stati calpestati anche da chi ha strumentalizzato  l’impegno,  lo sguardo pulito e gli obiettivi alti degli studenti della Consulta”. Dopo aver saputo dell’accaduto, infatti, i ragazzi hanno preferito rimandare l’intera manifestazione, rinnovando però l’impegno attivo dell’Ufficio scolastico provinciale e della Consulta stessa, ad organizzare nuovi momenti di riflessione sulla legalità. Se Ingroia non verrà, almeno per il momento, a Teramo, gli studenti lo raggiungeranno a Palermo, il 23 maggio, per partecipare alle iniziative organizzate dal Miur per il 20° anniversario della strage di Capaci.

 

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