Bilanci: dopo la Tercas soffre anche quello della Banca di Teramo

TERAMO – Se Atene piange, Sparta non ride, verrebbe da dire. Se la Banca Tercas, dall’alto del suo capitale di oltre 300 milioni di euro, soffre per una perdita di 9 milioni nel 2011, il bilancio della Banca di Teramo sembra non essere da meno. Anzi, peggio, se questo è possibile. Il prossimo 19 maggio è fissata in seconda convocazione l’assemblea dei soci della banca presieduta dall’onorevole Antonio Tancredi. Al primo punto dell’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2011 e le previsioni non sono rosee, anzi piuttosto grigio scuro. Si parla infatti di un deficit di oltre 3 milioni di euro. Il che, in una gestione corrente di una banca di credito cooperativo, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, ci sta tutto. Il grave è che il deficit si avvicina pericolosamente a quello che è il capitale sociale dell’istituto di viale Crucioli che, curiosamente, è uguale alla perdita della tercas, 9 milioni di euro. L’assemblea si annuncia "calda", come caldo è l’atteggiamento di molti soci ma anche di gran parte della clientela. Sono sempre più numerose, infatti, le segnalazioni di pratiche inevase, di richieste di finanziamento ‘complicate’ sotto il profilo procedurale, dinieghi e lungaggini fino a ieri sconosciuti in questi ambienti. E’ fin troppo chiaro che la Banca di Teramo soffre la momentanea assenza del suo leader riconosciuto e uomo di riferimento anche per l’ultimo dei cassieri di questa piccola realtà creditizia, l’onorevole Antonio Tancredi. La sua indisponibilità fisica che lo costringe a stare lontano dalla banca, ha spostato completamente la gestione e la discrezionalità di una serie di pratiche e azioni, non solo importanti ma anche quasi di routine, sul management di direzione. Con la conseguenza di una sorta di "ingessamento" di cui la banca e la clientela risente. E’ ovvio che non è soltanto questo il motivo del momento di difficoltà del bilancio della Banca di Teramo, ma la recente esperienza della vicina Banca Tercas consiglia attenzione e una costante valutazione dei ruoli e dei poteri.

«Scelta ponderata: abbiamo cartolarizzato i crediti», replica la banca. Sul meno 3 milioni di euro è intertvenuto il senatore Paolo Tancredi, socio fondatore della Banca di Teramo: «Il deficit del bilancio 2011 – ha detto – è voluto, fa parte di una ristrutturazione del credito pianificata e fortemente voluta dal presidente, mio padre. C’è da dire, nell’analisi di questa situazione economica, che abbiamo cartolarizzato i crediti inesigibili, le sofferenze per dirla tecnicamente, cedendoli a terzi». Questa operazione, dice dunque la Banca, ha rafforzato l’istituto. «Ma c’è di più – aggiunge Tancredi -. Nessuno dice che anche questa piccola banca, come successo per la Banca Tercas, ha avuto l’ispezione della Banca d’Italia: che si è chiusa senza sanzioni, senza alcun provvedimento, anzi. Certo, l’aver ceduto il credito significa aver rinunciato a tutti il denaro in sofferenza ma ha anche liberato la banca dal rischio, azzerandolo di fatto: questo incide sul conto economico ma non sulla leva». solo sul capitale».

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