Digitale terrestre: dopo la tv via cavo finisce un'altra epoca

TERAMO – Stanotte Teramo e le zone limitrofe passeranno al digitale terrestre. Gli schermi delle vecchie tv senza decoder o Dtv, saranno buie. Il nostro amico tv ci lascerà da soli e per noi sarà la seconda svolta epocale dell’era tecnologica. Come nel 1976 quando il segnale trasmesso da TvTeramo via cavo coassiale si propagò attraverso l’etere e arrivo nelle nostre case come faceva la grande emittente di Stato, mamma Rai. Ci sta accadendo davanti senza che, forse, ne afferriamo la reale portata. Oggi si chiama "switch off", allora non servì alcun aggeggio da collegare: bastava, per chi ce lo aveva, sintonizzare la televisione a tubo catodico su un’altra frequenza che non fossero quelle della Rai e il volto noto del giornalista della porta accanto di materializzasse. Nomi come Franca Scagliarini, Piero Di Antonio, Fiore Zuccarini, Marcello Martelli, Simona Casadio, Enrico Squartini e poi Clem Cimini, Roberto Almonti, Elso Simone Serpentini, Pina Manente, Walter Cori, Patrizio Visentin (dimenticandone di sicuro anche tanti altri) divennero familiari, lì a spaccare il video come quelli Rai. Ma con loro c’erano anche altri, che erano stati pionieri della televisione locale.

La tv via cavo, a 29mila lire. Sotto ai portici di Fumo, in pieno centro a Teramo, contro una colonna resisteva ancora fino a poco tempo fa, un supporto. Era quello che reggeva una grande vecchia televisione. Sotto di essa, tra la fine del 1974 e la fine del 1975, una folla di teramani si radunava la domenica sera per guardare la partita del Teramo calcio di Eugenio Fantini, che allora giocava nella grande Serie C. Tanti ricordano ancora l’emozione di quel bianco e nero di una cassetta in Beta, collegata alla tv, riportata dalla Liguria a tempo di record, dove c’era registrata la partita La Spezia-Teramo: era l’esordio di TvTeramo, era il settembre 1974. L’idea di Alberto Chiarini fu raccolta dall’imprenditore Pietro Tancredi, gestita dai tecnici-cameraman Gustavo Ferrajoli e Lelli Mattu e una redazione di giornalisti da cui in tanti abbiamo imparato molto: Tiberio Cianciotta, Gianfranco Mazzoni, Francesco Di Francesco, Mario Rossi, Angelo Rosa, don Gabriele Orsini. Pionieri, è proprio il caso di dire. Furono avamposto dell’informazione e del fare televisione che mise Teramo in pole-position, subito dietro a TeleBiella (20 aprile 1971) e Canale 3 Torino (settembre 1973) ed esempio precursore per TVQ a Pescara e TP a San Benedetto del Tronto. Ancora oggi, da qualche parte, si notano ancora alcuni cavi tesi dall’allora redazione di via Mario Capuani (dove oggi c’è la redazione del quotidiano La Città) alle abitazioni di quei teramani che avevano scelto di pagare l’abbonamento alla tv via cavo: arrivarono in poco tempo a 3.000 e il “bouquet" dell’informazione e dell’intrettenimento teramano costava allora 29.000 lire.

Il passaggio all’etere, prima svolta. L’idea fu fenomenale, ma la tecnologia si evolse in poco tempo anche per il tentativo della Rai di ostacolare il libero pensiero delle emittenti locali. Nel giro di tre anni nacquero un centinaio di tv e molte di queste partirono direttamente con la diffusione via etere. A Teramo ormai l’azienda tv era lanciata e anche Tv Teramo passò, nel 1975, alla trasmissione da ripetitore ad antenna. La prima svolta: fu la consacrazione a televisione "vera". La redazione si allargò, le proprietà pure, cambiarono anche gli attori-finanziatori (Sogirte poi Malavolta), i direttori e le sigle (da Tv Teramo e Tele Teramo a Tele-Ti). E anche il pubblico aumentò. Fu grande epopea televisiva, prima della chiusura alla fine degli anni ’80. Ma la tv continuò perchè da quella brillante esperienza nascquero dapprima Teleponte, poi Verde-Tv ma senza quella spinta energica che soltanto i grandi gruppi finanziatori avrebbero potuto imprimere, come successo altrove, vedi nel Pescarese e nel Chietino.

E da domani il digitale. Questa sera si passa dal’altra parte, per modo di dire. Cambia la tecnologia, arriva quel digitale che introdurrà il nuovo sistema. In provincia di Teramo, l’ultima trasmissione che verrà irradiata via etere attraverso il sistema analogico sarà "Fino a prova contraria" su Teleponte, in onda alle 23. Dopo la sigla di chiusura, sarà ora di switch off e di passare ai canali del digitale terrestre.

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