Rifiuti, a Campli decisi: "Secessione verso Ascoli"

CAMPLI – "La Regione vigili sulle tariffe, e metta ordine in materia di rifiuti". E’ l’appello rivolto dal sindaco di Campli, Gabriele Giovannini, intervenuto in una nota diffusa al termine di un incontrp convocato per la trattazione dell’emergenza al quale sono stati invitati i 47 sindaci della provincia, la provincia di Teramo, i parlamentari della provincia, i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione e il Mote. Dall’incontro, secondo il sindaco di Campli, è emersa la necessità di rigorosi controlli che la Regione dovrebbe attuare per contrastare quello che di fatto è un regime monopolistico delle tariffe applicate in Abruzzo per il conferimento in discarica, come fermamente ribadito dal consigliere regionale Di Matteo. "A fine maggio scade il bando per procedere con l’affidamento della raccolta differenziata, per di più il Comune di Campli ha regolarizzato la posizione debitoria della precedente amministrazione comunale nei confronti del MoTe. L’assessore regionale Di Dalmazio non avrà più motivi per accusare questa amministrazione ed evitare così l’evanescenza che palesa di fronte al reale problema dei cittadini, quello dei costi spropositati che la Regione, senza una vigilanza, di fatto ci impone per il conferimento in discarica”. Il sindaco di Campli, Gabriele Giovannini, ha così replicato così a Di Dalmazio, dopo le critiche mosse nei confronti dell’amministrazione camplese sulla bassa percentuale di raccolta differenziata (5,28%) che risulterebbe dal rapporto sui rifiuti presentato in Provincia. “Intanto va precisato che i Comuni montani conferiscono meno rifiuti in discarica rispetto agli altri e il dato, così reso, non contempla questo virtuosismo. Si tratta di un dato – spiega Giovannini – esposto dall’assessore con il solo obiettivo di eludere il problema reale a cui la Regione non è capace di fornire soluzioni adeguate. Campli è costretta a conferire i rifiuti nella discarica, tramite il Mo.TE., al costo di 201 euro a tonnellata, quando Ascoli potrebbe applicarci una tariffa di 83 euro. Di conseguenza non ho la libertà di ridurre la tariffa ai miei cittadini perché, secondo l’assessore Di Dalmazio, i Comuni possono conferire fuori Regione soltanto se sussiste uno stato di emergenza. Politicamente – aggiunge il sindaco di Campli – ritengo che lo stato d’emergenza non sia misurabile solo sulla capienza esaurita di una discarica, ma anche sulle tasche vuote dei cittadini, costretti a pagare tariffe triplicate nell’immobilismo della Regione”. Quali reali motivi nasconde questa coercizione? Di Dalmazio non sarà forse preoccupato visto che anche il prefetto di Teramo, Valter Crudo, ha dimostrato di appoggiare le nostre perplessità?”. “Noi andremo avanti – conclude Giovannini –. La provincia di Ascoli ha dimostrato piena disponibilità ad accogliere i nostri rifiuti e non saranno le strumentalizzazioni dell’assessore Di Dalmazio a fermare la difesa del diritto dei miei cittadini di ottenere tariffe più basse”. Chiediamo piuttosto a Di Dalmazio di attivarsi affinchè la Regione stringa un accordo mutualistico con le Marche per ospitare i nostri rifiuti. Noi faremo la nostra parte mettendo in campo tutti i sostegni che la Regione ci concederà per spingere sull’attuazione della raccolta differenziata senza che questo comporti aumenti per i cittadini. Nel corso dell’incontro ci si è riservata la possibilità di interessare della vicenda l’Autorità di garanzia per la concorrenza".

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