"Un autista diventato funzionario? Non sono io"

TERAMO – “Mi sono sentito denigrato, chiedo maggiore rispetto istituzionale, quello che riservo io ai miei colleghi in Consiglio comunale e ai miei superiori”. Valdo Di Bonaventura, esponente dell’Idv e dipendente Ater, risponde così all’amministratore unico dell’Azienda che si occupa di edilizia popolare. Marco Pierangeli, nel replicare alle accuse lanciate dai consiglieri regionali di Idv e Pd, aveva anche affermato che, all’interno dell’Ater c’è “un dipendente, che è anche un politico, passato da autista a funzionario senza concorso”. Anche se non è stato fatto chiaramente il suo nome, Di Bonaventura si è sentito chiamato in causa e ha voluto spiegare pubblicamente il suo percorso lavorativo all’interno dell’Ater. “Sono entrato nel 1980 come autista – afferma Di Bonaventura –. Nel 1989 attraverso un concorso interno sono diventato impiegato addetto al Centro elaborazione dati, nel 1996, con regolare progressione interna, ho avuto l’attribuzione di elevata specializzazione all’interno della mia fascia di appartenenza e nel 2000 ho avuto una progressione orizzontale prevista dal contratto, nel 2002 mi sono state attribuite le mansioni superiori. Con la legge regionale 44 siamo passati dal contratto per gli enti locali a quello Federcasa,  e sono stato inquadrato come B2, in sostanza ho avviato una vertenza sindacale per chiedere che mi venisse riconosciuto il lavoro svolto, in questo modo sono passato ad A3”. Di Bonaventura si dice molto amareggiato per il fatto di aver ricevuto un attacco che ha sentito come personale, “cosa che io non sono solito fare”, ribadisce. “Mi dispiace che l’Ater sia sotto l’occhio del ciclone in questo momento – conclude – la colpa credo sia dei danni che ha fatto la politica e in particolare la legge Bassanini, oltre al passaggio da Iacp ad Ater, che ha di fatto trasformato l’Ente in azienda. Anche le nomine dei dirigenti, in questo modo, sono diventate politiche”.

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