«La Gammarana non è un ritrovo di pregiudicati»

TERAMO – Troppi “non-luoghi” e recinzioni: l’associazione “Quartiere Gammarana” chiede di riaprire al pubblico spazi destinati alla cittadinanza e all’aggregazione, che sono invece “trattati come luoghi privati, con tanto di recinzioni e cartelli di divieto di accesso”, sottolinea il presidente dell’associazione Alfonso Marcozzi. “L’unico spazio che avevamo a disposizione – afferma Marcozzi – ossia il bar Clarizia, è stato chiuso con ordinanza della Questura. Noi non ci stiamo a far passare il messaggio che la Gammarana sia un luogo di pregiudicati e gente poco seria, per questo avremmo gradito un maggiore confronto, anche per un’azione preventiva, con le associazioni di quartiere che qui non mancano”. Marcozzi, insieme agli altri componenti dell’associazione, Giovanni Pettinaro, Ilo Vischia  e Giovanni Marcozzi, lancia un appello alle istituzioni: all’amministratore unico della Casa di riposo chiede di restituire, in comodato gratuito, l’area verde, per renderla fruibile alla cittadinanza. “Anche la Villeroy – continua Marcozzi – è di fatto una proprietà pubblica, si tratta di spazi donati dal Comune solo per fini industriali e deve tornare alla collettività, a prescindere che si decida di farci passare o meno lo svincolo del Lotto zero. Metteremo in piedi tutte le azioni possibili affinché questo avvenga”. C’è infine quello che Marcozzi definisce lo “spettro” del Consorzio industriale. “E’ assurdo – spiega Marcozzi – che ci siano addirittura dei cartelli che indicano il divieto di accesso. Si tratta di uno spazio che versa in totale abbandono e degrado, chiediamo di porre rimedio a questo scempio e di ridarci questi luoghi di aggregazione. E’ singolare che si chiuda un bar con le motivazioni che sono state addotte e poi non ci si occupi di capannoni che sono fuorilegge in maniera palese”. L’associazione conferma la volontà di “non tirarsi indietro su queste richieste” e di voler andare avanti per chiedere di riappropriarsi di questi “non luoghi”. Sullo svincolo del Lotto zero la posizione dell’associazione resta sempre la stessa: esiste un’alternativa meno costosa ed impattante rispetto al progetto iniziale portato avanti dal Comune.  I sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi dai tecnici comunali indicano che  l’amministrazione sta prendendo in seria considerazione la possibilità di modificare il tracciato sulla base delle proposte dell’associazione. “Noi abbiamo dato le idee, non intendiamo entrare nel merito dei progetti. – conclude Marcozzi – di certo il problema dei ricorsi sugli espropri si è risolto da un anno e mezzo, avevano detto di aver riavviato l’iter ma al momento è tutto fermo. Siamo contenti se, anche grazie all’assessore Giacomo Agostinelli che ha creduto nel progetto, l’amministrazione abbia preso in considerazione la nostra alternativa”.

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