Varrassi in tv parla di sanità e… giustizia

TERAMO – Avvisi di garanzia, voci di altri imminenti provvedimenti giudiziari, la sanità teramana e la vicina verifica della Regione sui manager Asl: il direttore generale della Asl, Giustino Varrassi, ha affrontato argomenti molto delicati questa mattina nella rubrica Primaditutto di Teleponte, ospite del direttore Alfredo Giovannozzi. In sostanza, è stata la prima volta che il più alto dirigente della sanità pubblica teramana interviene su una serie di argomenti di stretta attualità. E dire che è stato sottoposto a un fuoco di fila di domande non proprio soffici..
Ci si chiede, ha esordito Giovannozzi, che un manager bravo e scaltro e anche furbo, si faccia beccare con le mani sulla marmellata?
«Io la risposta non ce l’ho – ha detto Varrassi -. Ritengo purtroppo di non essere sufficientemente scaltro, considerata la ridda di voci che circola in città in questi giorni, staremo a vedere. Io sono comunque molto sereno: i miei genitori e i nonni mi hanno insegnato che nella vita basta non rubare, per il resto va bene tutto. Io ritengo di non aver rubato nulla, poi vedremo».
Il discorso si è allora spostato sull’atto giudiziario ricevuto alla fine della scorsa settimana, l’avviso di garanzia per soppressione di atto pubblico. Vogliamo spiegarlo tecnicamente, ha chiesto il giornalista.
«Sarebbe bene non parlare di una vicenda su cui c’è una indagine della procura. Sono assolutamente in pace con la mia coscienza. Credo che il problema di una lettera che, occasionalmente e casualmente spostata da una delle segretarie, rimasta occultata in uno scaffale all’interno del mio ufficio per qualche tempo – ha spiegato il direttore generale della Asl – non possa rappresentare un elemento così grave da inficiare una persona che  tuttosommato fa il suo lavoro in maniera adeguata. E’ stata dimenticata, è passata del tutto inosservata. Quando sono venuto a consocenza dell’esistenza di questa lettera mi sono accorto da solo che probabilmente è stata fatta una cosa inopportuna. Può succede a chiunque, nessuno di noi può essere esente dal fare errori. Non so se l’errore può essere ascrivibile interamente al sottoscritto, non voglio con questo però mettere in dubbio nè girare le mie colpe nè le mie responsabilità ad altri, perchè la lettera era la mia».
Infine, la domanda più difficile: lei con l’auto blu della Asl, dove ci va?
«Questa faccenda dell’auto blu: se ne parla molto in città, ma non ho notizie ufficiali, è faccenda che probabilmente merita ogni attenzione. Quando io ho preso servizio in questa Asl – ha affermato Varrassi -, io non mi sono posto questa tipo di problemi, proveniendo da una realtà completamente diversa. Se ci fosse stato un qualche tipo… non è che io ho obbligato qualcuno a fare qualcosa: se ci fosse stato qualche tipo di obiezione, le persone che vivevano la realtà della Asl da tempo, potevano avvertirmi. C’è da precisare – ha sottolineato il direttore generale – che ho già risarcito la Asl dell’uso improprio della macchina che ho fatto. Ho già sanato, tra virgolette, le mie colpe… ho risarcito il costo di quello che erano i viaggi fatti. Che poi è emerso da una lettera alla mia specifica richiesta fatta alla Regione, quando ho chiarito che non avevo il diritto di utilizzare l’auto per gli spostamenti da casa all’ufficio. L’auto si può usare solo ed esclusivamente per questioni di lavoro. Ma evidentemente era uso in passato, è stato uso nel passato, fare questo perchè altrimenti qualcuno avrebbe potuto benissimo all’interno della Asl dirmi: "Guardi che lei non può fare questo. Non mi è stato ventilato in maniera più o meno propria, tanto che ho chiesto chiarimenti alla Regione, anche se è dubbio, ma questo ma è un fatto marginale».
E sul mandato di manager: «Il mio contratto scade a fine giugno: entro metà del mese verranno spediti tutti i documenti relativi agli obiettivi prefissati poi la giunta deciderà se prolungarmi il contratto fino alla fine di novembre 2013. La conferma si fa ai 18 mesi. Conferma per cui, per legge statale, nel caso siano stati raggiunti gli obiettivi, si corrisponde un premio del 20 per cento dello stipendio annuo lordo. Mi auguro che la giunta voglia darmi la conferma considerato di aver fatto un buon lavoro, come confermano le centinaia di cittadini che incontro e me lo dicono».

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