«Istinto e voglia superano la ragione, questa è l'eredità politica di mio padre»

TERAMO – Il papà è quello che già a 14 anni gli mise al collo una cravatta striminzita e lo portò per mano a vedere per la prima volta la Camera dei deputati; l’onorevole è quello che gli ha consegnato un testimone difficile da raccogliere, “impossibile”, come è egli stesso a sostenere. A una settimana dalla scomparsa di Antonio Tancredi, il figlio e senatore Paolo mette mano ai ricordi ma senza «abbandonarmi ai sentimentalismi così come non lo faceva lui. Ma guardandolo qualche giorno fa in un letto di ospedale, già mi mancava, credo sia stati i giorni in cu abbiamo parlato di più». Il senatore gira lo sguardo e la voce si fa incerta quando dice: «L’altra mattina mentre mi recavo alla Camera dei Deputati mi è tornata in mente quella prima volta con mio padre. In quel momento ho provato tutta la commozione ma anche l’orgoglio di essere suo figlio, così come orgogliosa è stata la mia famiglia, sostenuta dalle numerose testimonianze d’affetto che ci sono arrivate. L’affetto con cui la comunità teramana e i tanti amici lo hanno ricordato ci riempie di gratitudine».
Sarà lui, Paolo Tancredi a raccogliere il testimone politico? «Non può farlo nessuno e non ho l’ambizione di essere alla sua altezza – ha dichiarato ad emmelle.it –: è il mio punto di riferimento e fonte di ispirazione in quello che faccio, ma come ha detto il vescovo, il testimone da raccogliere non è un problema solo della famiglia Tancredi, ma un problema che riguarda tutta la città. Mio padre ha scritto 50 anni di storia politica, ma quell’epoca non torna perché oggi la politica gestisce situazioni diverse. Gestisce situazioni di crisi non solo economica, ma di obiettivi, di visioni. Ha un compito diverso, ma l’esempio di mio padre continua a guidarmi. Penso alla sua capacità di lavorare instancabilmente, non andava a dormire la sera se non portava a termine quello che aveva stabilito al mattino. Ecco, la cosa più importante che mi ha insegnato la storia politica e umana di mio padre è la convinzione che per raggiungere i grandi obiettivi, l’istinto e la voglia superano la ragione».
Dove guarda adesso il futuro politico del senatore Paolo Tancredi? Silvio Berlusconi guarda verso un nuovo partito da cui lanciare un nuovo progetto politico. Pensa di aderirvi? «Sull’idea del presidenzialismo sono sempre stato favorevole – dice Tancredi – ma gli altri interlocutori politici sono d’accordo? Non sarà destabilizzante? Vedremo. Certamente il Pd dovrebbe avere meno paura ad appoggiare un sistema presidenziale. Di sicuro è superata l’dea che il Pdl possa essere autosufficiente in un regime bipolare ed è necessario intercettare quella componente di voto moderata di cui sono espressione Casini e Montezemolo».

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