Artoni, su di lui il peso di uno studio pieno di storia e di esperienza

TERAMO – «Voglio bene ad Antonio Tancredi, la banca va avanti, con lui dietro». Ha usato il presente Cristiano Artoni, neo presidente della Banca di Teramo, nelle dichiarazioni all’indomani del Consiglio di amministrazione che lo ha indicato per raccogliere il testimone dell’onorevole alla guida dell’istituto di credito di viale Crucioli. Un testimone che non è solo traghettamento della banca verso il futuro, ma è il senso di una continuità per la struttura. Una consapevolezza avvertita con forza dallo stesso Artoni, che ancora non ha fatto il suo ingresso ufficiale da presidente nello studio dell’onorevole al primo piano della sede centrale. Aspetta di entrarci con i figli Paolo e Marco, "da fratello".
E’ il primo avvicendamento al vertice, che si accompagna alla prima passività in bilancio. Impensierito dal momento che vive la banca? «Assolutamento no – ha dichiarato il giovane neo presidente -. Ho dietro una struttura valida e preparata, che è riuscita ad andare avanti negli ultimi tre mesi senza una guida. Non ci saranno stravolgimenti, sarà la stessa banca vicina alla gente, agli imprenditori. Il nostro denaro, tranne per un 5%, resta qui, interamente sul territorio. Sono tempi difficili dove è bene essere prudenti, e la passività è un’operazione voluta in tempi non sospetti dall’onorevole Tancredi per evitare scossoni. Il bilancio 2012 tornerà in attivo. Non vedo problemi».
Perchè un uomo giovane alla guida dell’istituto? Serviva modernità? «E’ una banca di grandi prospettive e che non ha bisogno di "novità". E’ una banca bellissima, basta guardare quello che la circonda».
Problemi di convergenza sul suo nome all’interno del Cda? «E’ normale che qualcuno possa aver votato per un altro candidato, ma siamo compatti. E’ un passaggio normale e archiviato. Ora si torna a lavorare insieme e a collaborare come è avvenuto in passato».

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