Mastromauro su Ruzzo: «Colpo di mano. Brucchi come Mazzarò»

TERAMO – Vicenda Ruzzo: per il sindaco Mastromauro si è tratto di un colpo di mano di Brucchi alla luce del fatto che proprio ieri mattina 15 sindaci soci su 36 avevano chiesto un’assemblea urgente e le dimissioni del Cda. "La richiesta – spiega il sindaco di Giulianova – è partita alle 12,30, ed è stata firmata dai sindaci di Giulianova, Alba Adriatica, Basciano, Bellante, Campli, Castellalto, Colledara, Controguerra, Cortino, Crognaleto, Castel Castagna, Mosciano Sant’Angelo, Montorio al Vomano, Torano Nuovo e Tossicia, in qualità di soci della Ruzzo Reti, ed inoltrata sia al Cda ed al presidente dimissionario della Ruzzo Reti, e sia al Commissario unico straordinario dell’Ato". I sindaci nel documento hanno chiesto che all’interno dell’assemblea vengano chiariti i motivi delle dimissioni dell’ormai ex presidente Claudio Strozzieri e hanno sottolineato la loro contrarietà «ai metodi e criteri di scelta adottati dalla maggioranza dell’assemblea non ritenendosi in alcun modo rappresentati in seno all’organo esecutivo». I sindaci soci hanno poi sottolineato che «dall’insediamento e per ben dieci mesi, l’assemblea non è mai stata convocata per discutere le linee d’indirizzo e programmatiche del nuovo Cda». Ai sindaci firmatari non andato giù l’aver appreso dagli organi di stampa «dell’esistenza di conflitti all’interno del Cda, su questioni dai contorni confusi se non addirittura loro ignote, mai oggetto di discussione assembleare, sfociate nelle dimissioni del Presidente». Secondo i sindaci la situazione è stata di tale gravità da richiedere, appunto, un’assemblea urgente «nella quale andavano charite le ragioni che hanno indotto il Presidente a rassegnare le dimissioni, ma anche a richiedere cle dimissioni di tutto il Cda all’ assemblea.  Il primo cittadino di Giulianova, Francesco Mastromauro, ha polemizzato contro la decisione di Brucchi di nominare all’interno del Cda il suo segretario Vinicio Ciarroni. «Siamo al cospetto di un colpo di mano –afferma – irrispettoso delle istanze provenienti da ben 15 sindaci, soci della Ruzzo Reti. Ecco, dunque, la politica secondo Brucchi, che senza il minimo pudore ha nominato il suo segretario personale come consigliere del Cda, in surroga. Una politica alla Mazzarò, il personaggio delle novelle di Verga, quello per intenderci che diceva ‘roba mia vientene con me. Io e i miei colleghi sindaci non ci stiamo a questo modo di intendere le cose. Non si può calpestare così né la logica, né le istanze provenienti dal territorio. Il sindaco Brucchi non può pensare di essere un rullo compressore, polverizzando gli altri. Questa non è democrazia. Anzi, non ne ha nemmeno la lontana parvenza. Ma a questo colpo di mano io e i miei colleghi non ci stiamo, e promettiamo battaglia».Nel frattempo problemi di legittimità solleva Claudio Ruffini, consigliere regionale del Pd, sulla legittimità delle nomine al Ruzzo. “Lo Statuto della Ruzzo Reti spa, all’articolo 14 – dichiara Ruffini – prevede che sia l’assemblea dei soci a nominare il presidente, oltre agli altri componenti del cda e del collegio sindacale. Inoltre un articolo l’articolo del Codice Civile (art.2380) prevede che la nomina del Presidente può avvenire all’interno del cda solo se lo Statuto non dispone diversamente”. Sulla legittimità di questi atti adottati il consigliere ha inoltre presentato dunque una interrogazione al presidente del Consiglio regionale.

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