Fli e Pd "assediano" il Ruzzo

TERAMO – «Affidare la presidenza del Ruzzo Carlo Ciapanna o è come nominare Dracula  a capo di un’associazione di donatori di sangue». Così il capogruppo di Fli Paolo Ali stigmatizza le scelte operate all’interno dell’azienda acquedottistica, in seguito alle dimissioni dell’ex presidente, scelto dal centrodestra, Claudio Strozzieri. Dimissioni su cui, secondo Fli deve essere ancora fatta chiarezza. «Quella di Strozzieri – aggiunge Albi – è stata una scelta operata sotto le pressioni politiche di chi minacciava di non approvare il Bilancio. Le motivazioni addotte da Strozzieri, ossia di non essere riuscito a portare avanti il suo progetto di trasparenza e moralizzazione deve far riflettere, soprattutto perché queste parole sono uscite da se un presidente scelto dal Pdl, con un Cda, monocolore, tutto di centrodestra».  Fli chiede quindi le immediate dimissioni del Cda e nuove nomine, tecniche, lasciate decidere dai sindaci. «La politica resti fuori dal Ruzzo – è l’appello di Albi – si scelgano persone con curricula degni di guidare un’azienda pubblica oppure si assumano le responsabilità di quello che stanno facendo». In particolare, Fli chiede conto delle «60-70 assunzioni in più» che sarebbero state effettuate. «Chi risarcisce per questo danno? Chi paga per questo personale in esubero?», chiede Albi. «Hanno detto di aver nominato Ciapanna e Vinicio Ciarroni nel Cda per impedire il commissariamento, che, in realtà, è la degna punizione per la pessima gestione che è stata fatta finora. Perché chi ha sbagliato non deve pagare?». Pe il capogruppo di Fli in Consiglio regionale Berardo Rabbuffo «lo spaccato offerto dalla vicenda del Ruzzo è drammatico, si continua con la vecchia logica clientelare di assunzioni ed occupazioni di poltrone che i tempi attuali non consentono più. Serve un’immediata inversione di tendenza». I consiglieri regionali del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca hanno sollevato la questione della nomina di Ciapanna all’interno del Question Time, con un’interrogazione all’assessore Angelo Di Paolo, che ha girato la problematica ai sindaci soci dell’Ente, invitandoli a rivolgersi al tribunale nel caso in cui ritengano che ci sia stata una violazione dello Statuto. Secondo i consiglieri del Pd, però, la Giunta regionale, dopo il commissariamento dell’Ato, avrebbe l’obbligo di controllare gli atti e le scelte del Ruzzo.  «Lo statuto della Ruzzo Reti – spiegano Ruffini e Di Luca  – è molto chiaro: è l’assemblea dei soci a nominare il Presidente. Quindi la nomina di Ciapanna è una forzatura dello Statuto ed è assolutamente irregolare. Perché non sono stati convocati i sindaci? C’erano i tempi tecnici per eleggere un nuovo Presidente tramite l’assemblea ed andare all’approvazione del bilancio». L’unico punto su cui i due consiglieri del Pd sono d’accordo con Di Paolo è sull’auspicio che i nuovi amministratori del Ruzzo vengano scelti per competenza tecnica e professionale. «Serve un bando – concludono – e la valutazione dei curricula».

 

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