Un neutrino "trasformista" nei laboratori del Gran Sasso

TERAMO – E’ stato osservato il secondo neutrino trasformista: è un risultato record perchè si tratta di un fenomeno rarissimo che è stato osservato solo due volte, entrambe in Italia, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il risultato, ottenuto dalla collaborazione internazionale Opera, è stato annunciato in Giappone, nel corso di una conferenza sui neutrini organizzata a Kyoto. Per la seconda volta una delle particelle più piccole e sfuggenti finora note riesce a cambiare identità, trasformandosi da un tipo di neutrino in un altro tipo di neutrino. E’ un risultato atteso da tutto il mondo scientifico perchè questa conferma apre le porte alla fisica del futuro, con la possibilità di osservare altri fenomeni mai visti finora. I ricercatori hanno nuovamente ‘catturato’ la trasformazione di un neutrino del tipo muonico in un neutrino che appartiene ad un’altra delle tre famiglie di queste particelle finora note, il tipo tau. Il risultato conferma la prima osservazione del fenomeno, noto come "oscillazione", avvenuta due anni fa, nel maggio 2010. Come allora, anche questa volta l’osservazione dell’evento si deve alla collaborazione Opera, che studia il comportamento dei neutrini "sparati" dal Cern di Ginevra verso i rivelatori dei Laboratori dell’Infn al Gran Sasso. Le particelle hanno attraversato la roccia quasi alla velocità della luce, coprendo in 2,4 millisecondi la distanza di 730 chilometri che separa i due centri di ricerca. L’apparato dell’esperimento Opera funzionano come una gigantesca macchina fotografica da 1.250 tonnellate, in grado di registrare le interazioni dei neutrini tau prodotti e quindi di dimostrare in modo diretto l’esistenza del fenomeno delle oscillazioni. La collaborazione Opera comprende 160 ricercatori di università e istituti scientifici di: Belgio, Corea del Sud, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Israele, Italia, Russia, Tunisia, Svizzera e Turchia. In Italia collaborano ricercatori delle università e delle sezioni Infn di Bari, Bologna, l’Aquila, Federico II di Napoli, Padova, Roma La Sapienza e Salerno, e dei Laboratori Nazionali dell’Infn di Frascati e del Gran Sasso.

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