«Non è civile la società che nega il binomio maternità-lavoro»

TERAMO – Ha fatto scalpore e fa discutere il caso della donna incinta al quinto mese che si è vista strappare il contratto a tempo determinato dal titolare dell’agenza interinale proprio perchè in stato interessante. Dal consigliere comunale di Teramo, Angela Di Pietro (Pdl), riceviamo un intervento che di seguito pubblichiamo.

«Non possiamo considerare Civile una Societa’ che non garantisce una quotidiana opportuna declinazione del binomio donna-madre e donna-lavoratrice, si fanno infatti i "salti mortali" per riuscire a far tutto! e siamo costantemente dilaniate da un forte senso di colpa.
Non e’ possibile chiamare Civile una Societa’ che non mette in pratica politiche per la famiglia che garantiscano aiuti concreti, penso alla necessita’ di aprire asili in tutte le Aziende , garantendo per queste ultime sovvenzioni statali adeguate.
Non e’ Civile una Societa’ che permette la pratica della "firma delle dimissioni in bianco" , un vero e proprio abominio! Qualcosa di cui vergognarsi! ..Stiamo perdendo il senso del valore dell’indignazione! Unico capace di squarciare le ombre dell’indifferenza e dell’ignoranza, perche’ e’ qualcosa che riguarda il rispetto di se, in quanto singolo e in quanto Popolo. Che una  donna incinta si veda strappato il suo contratto di lavoro, dimostra che  e’ necessario avviare un percorso di consapevolezze tale che ci faccia percepire l’urgenza del cambiamento.
E’ tempo di abbattere i muri issati da retaggi culturali obsoleti e offensivi di cui ,paradossalmente ,siamo succubi perfino noi donne, e’ tempo di svegliarsi da uno stato di torpore che per anni ormai ci ha visto spettatrici inermi e rassegnate, protagoniste di  una condizione che non ci appartiene. Molte battaglie sono state gia’ vinte, ma altre sembrano ancora difficili da affrontare, forse perche’ ancora non ci crediamo davvero, forse a causa di una serie di ostacoli che afferiscono alla sfera dei limiti caratteriali, penso all’incapacità di fare gruppo, all’attitudine alla competizione , che ci rendono ancora vulnerabili in un mondo gestito in maniera non equilibrata
tra i generi.
Non credo nelle quote rosa, perche’ penso che così come esistono uomini di poca sostanza, esistono donne mediocri , ma se non e’ il buon senso a garantire per le donne ruoli e  spazi di comando in misura equilibrata rispetto agli uomini , allora forse dobbiamo affidarci a delle forzature, affinché ciò che ora auspichiamo si realizzi in maniera imposta, prima o poi avvenga naturalmente. Inoltre credo che se le donne acquisiscano maggior potere decisionale, cambierebbe inevitabilmente l’agenda quotidiana di tutti, si assisterebbe ad un’inversione stessa delle priorità e il tempo scorrerebbe in maniera più rispettosa delle esigenze generali.
Tuttavia ad oggi a quanto pare, sperare in un mondo che permetta alla donna di riuscire a far tutto,  conciliare il suo ruolo di lavoratrice con quello di madre, aspettarsi ruoli di gestione autonoma  che non siano solo di " copertura" o semplicemente da "gregario" e aspettarsi magari lo stesso stipendio dell’uomo, a parità di mansioni, beh sembra proprio fantascienza!!! Dobbiamo addirittura aver paura di perdere il lavoro se decidiamo di fare ciò per cui dovremmo essere maggiormente tutelate!! Ossia dare la Vita, qualcosa che ha a che fare con l’origine del Mondo!!! L’azione che ha permesso a certi uomini che "strappano contratti" di poter respirare…».
Angela Di Pietro
Consigliere Comunale

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