Uccise Costantini, torna a casa per motivi di salute

TERAMO – Pena sospesa per le gravi condizioni di salute: Gennaro Lettieri, il difensore di Mounem Dhaib, il marocchino di 23 anni accusato di aver ucciso Max Costantini, ha ottenuto il successo desiderato. Attraverso il ministero di Grazie e Giustizia è riuscito a far disporre la scarcerazione del giovane extracomunitario, che da tempo soffre di una grave patologia alle anche, mal curata in detenzione, e per cui si è dovuto sottoporre a un delicato intervento chirurgico. Come riferisce oggi il quotidiano La Città, Dahib è stato trasferito a casa dei genitori, a Teramo: qui resterà per la convalescenza, in attesa che venga valutata la posibilità di espiare la pena a 15 anni di reclusione in regime di arresti domiciliari. Mounem Dhaib viveva da mesi in un letto del carcere di Opera, abbandonato e sotto il continuo effetto degli antidolorifici e della morfina. Grazie all’iniziativa del suo legale, si è dapprima riusciti ad ottenere dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria il trasferimento dal carcere al Policlinico di Milano e poi l’intervento alle anche. Adesso il giovane potrebbe affrontare un periodo decisamente migliore sotto il profilo della salute, anche se gli resta sulle spalle il pesante conto da pagare con la giustizia. Dahibuccise con 16 coltellate, il 17 novembre 2008, l’ex artigiano e maestro di pugilato Max Costantini, 69 anni. Il delitto fu commesso all’interno dell’azienda artigianale di insegne pubblicitarie della vittima, a San Nicolò: Dahib, che si è sempre difeso dicendo di aver agito in preda a un raptus provocato dalle presunte avances sessuali di Costantini, era stato condannato a 16 anni di reclusione con il rito abbreviato dal gup Marina Tommolini; successivamente, nell’ottobre di due anni fa, i giudici dell’appello hanno ridotto a 15 anni la pena.

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