«La Regione escluda le ditte che non rispettano le pari opportunità»

 

TERAMO – Il caso della lavoratrice precaria a cui è stato strappato il contratto di lavoro stagionale perché incinta finisce in Consiglio regionale. Il consigliere dell’Idv Cesare D’Alessandro e quello di Sel Franco Caramanico hanno presentato due interrogazioni all’assessore competente, Mauro Di Dalmazio, visto che si tratta di un episodio che coinvolge l’Azienda di promozione Turistica della Regione Abruzzo. Come ricordano i consiglieri nelle due interrogazioni, l’Aptr, ogni anno, per il periodo estivo assume  personale a tempo determinato dall’agenzia interinale Gi-Group di Pescara, titolare dell’appalto per la fornitura di personale per la gestione degli uffici di Informazione e Accoglienza Turistica. Proprio l’agenzia interinale, secondo la denuncia fatta dalla Cgil, avrebbe chiamato per l’incarico la signora, e avrebbe bloccato il contratto «a causa – scrive Caramanico – di una precisa, a quanto pare, consolidata scelta aziendale di non assumere donne in stato di gravidanza». Per questo Caramanico chiede all’assessore competente di sapere se fosse a conoscenza dell’episodio e quali iniziative intenda prendere nei confronti della Gi-Group, titolare del contratto di appalto. Anche D’Alessandro chiede a Di Dalmazio a «prendere le misure più urgenti e necessarie per tutelare il diritto al lavoro di tutte le donne. Si tratta dell’ ennesimo caso di discriminazione nel mondo del lavoro, non possiamo accettare che simili vergognosi comportamenti si ripercuotano ancora a spese delle donne». D’Alessandro invita quindi Di Dalmazio a prendere una posizione, chiara.  "Innanzitutto dalla Regione, dagli Enti locali, dalle aziende dipendenti e dalle società partecipate -aggiunge D’Alessandro – deve venire un segnale forte nei confronti della Gi-Group e di tutte le imprese: sia chiaro che mai potrà essere instaurato né mantenuto in piedi alcun rapporto di lavoro con quelle imprese che praticano la più odiosa delle discriminazioni". D’Alessandro annuncia quindi un documento di impegno per tutta la Giunta regionale, «chiedendo che da subito sia ristabilito il diritto al lavoro di chi è stato discriminato e, per il futuro, attuando comportamenti che escludano dagli appalti pubblici le ditte che non offrono adeguate garanzie per le pari opportunità».

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