Sforbiciate a cultura e impianti sportivi, in futuro l'aiuto dei privati

TERAMO – Le sforbiciate alle spese volute dall’amministrazione comunale per la quadratura dei conti del bilancio hanno colpito duramente anche la Cultura e i contributi erogati dal Comune per gli impianti sportivi per un somma che si aggira intorno ai 50mila euro. I sacrifici sono stati illustrati oggi anche alla minoranza nel corso della Commissione Cultura presieduta dal consigliere Marco Tancredi che, circa gli impianti sportivi, preferisce parlare di "razionalizzazione". Il Comune infatti ha ridotto del 20% il contributo stanziato per la gestione degli impianti (con un risparmio che si aggira sui 20mila euro), ma per venire incontro alle associazioni sportive ha provveduto ad alzare le tariffe applicate sulle utenze in modo da consentire loro un recupero delle somme tagliate. Intanto la Giunta sembrerebbe più orientata in futuro a percorrere l’idea di affidare la gestione degli impianti sportivi ai privati, una proposta formulata in Consiglio comunale dal consigliere Roberto Canzio e che sta prendendo piede per via dei costi, ritenuti insostenibili, da parte dell’ente. Proprio a questo proposito sembrerebbe farsi strada un project avanzato da un privato per il rifacimento della piscina e degli impianti comunali dell’Acquaviva in cambio della gestione degli stessi. Invece si tratta di veri e propri tagli per quanto concerne la cultura visto che il Comune ha soppresso 20mila euro concessi alla Fondazione dell’Università, 5mila euro all’associazione culturale Zaccaria e ulteriori 5mila euro al museo delle ceramiche di Castelli. “Negli ultimi due casi – come spiegato da Marco Tancredi – si tratta di scelte sofferte ma mosse da una logica precisa: quella della territorialità delle attività svolte (nel caso del museo e dell’associazione avvenivano fuori dal capoluogo, dunque “sacrificabili” in periodo economicamente austero). Discorso a parte merita l Fondazione dell’Università. “Il Comune di Teramo è fuori dal Cda dell’ateneo – ha spiegato Tancredi – dunque non incide in maniera significativa sulle scelte strategiche. Da qui la decisione di annullare il contributo concesso. E’ ovvio però che la collaborazione con l’Università va portata avanti, ma deve essere reimpostata su basi diverse”. La cosa non è piace alla minoranza che, in un momento segnato da un calo vertiginoso degli iscritti, ritiene l’azzeramento del contributo poco opportuno.

CORDONI (IDV): «AUMENTA IL DIVARIO TRA UNIVERISTA’ E TERRITORIO»

 «Stiamo rinunciando totalmente– afferma Cordoni –  ad avere un’influenza sulle decisioni dell’Ateneo, visto che già, secondo la legge attuale, non possono esserci rappresentanti pubblici all’interno del Cda dell’Ateneo. Ora tagliamo anche questo piccolo filo che ci teneva legati alla realtà universitaria, aumentando così lo scollamento tra Ateneo e territorio. Forse si poteva trovare un’alternativa, ridurre i fondi, anziché azzerarli, pensare ad un’altra forma di collegamento tra Ateneo e Comune, spronare la Fondazione a raggiungere i fini che si è posta secondo lo Statuto, anziché abbandonare la nave ora che si trova in difficoltà. Mi sembra, inoltre, che si tratti di una scelta in contrasto con quella di istituire un tavolo di lavoro sul futuro dell’Ateneo».  Cordoni contesta anche l’uscita del Comune dal Museo delle ceramiche di Castelli, «Un ulteriore segnale – conclude – della perdita del ruolo di città-capoluogo».

SANTACROCE (PRC): «UN REGOLAMENTO PER CONTROLLARE L’ATTIVITA’ DEI PRIVATI»

Il Capogruppo di Rifondazione, Sandro Santacroce, interviene anche sul project dell’Acquaviva. «Non ce l’hanno presentato nel dettaglio – spiega – ma in generale si nota che quest’amministrazione sta delegando troppo ai privati. Servirebbe un Regolamento, una sorta di testo unico per tutte quelle attività in cui si affida ai privati la possibilità di progettare e realizzare opere, serve, insomma un punto fermo che consenta di valutare l’effettiva corrispondenza tra indirizzi, impegni e risultati. Sulla questione dell’uscita del Comune dalla Fondazione dell’Università, Santacroce è in accordo con Cordoni. «Se vogliamo aiutare l’Ateneo – afferma – non possiamo abbandonarlo in un momento di difficoltà, piuttosto dovremo fare di tutto affinché una realtà come quella della Fondazione operi in maniera efficiente e raggiunga i risultati prefissi».

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