Pirocchi: «Tagli alle società sportive, ecco come si possono evitare»

TERAMO – I tagli del bilancio comunale si abbatteranno come una scure su molti settori, in particolare sullo sport e sule società sportive, soprattutto quelle che negli anni passsati hanno avuto in affidamento la gestione degli impianti comunali delle frazioni. Una decisione che non mancherà di sollevare polemiche ma che in concreto metterà in grande e grave difficoltà chi fino a oggi si è preso cura, non senza problemi quotidiani e oggettivi, di campi che un tempo erano ridotti a veri e propri spazi semi-abbandonati. Il rischio di un ritorno a quello stato viene denunciato dal presidente di una di queste società, l’Unione Sportiva Miano. Il suo presidente, Ennio Pirocchi, che è stato anche amministratore comunale nelle vesti di assessore, scrive una lettera aperta al sindaco Maurizio Brucchi che di seguito riportiamo.

«Egregio signor Sindaco,
Le dico in premessa che un eventuale ritorno alla gestione diretta dei campi di calcio da parte del Comune sarebbe la sconfitta del riformismo teramano oltre che del buon senso. Gli effetti positivi derivati da questa felicissima intuizione di alcuni anni fa sono ben noti ai tanti dirigenti sportivi e soprattutto agli atleti. Non mi dilungo su questo, ma voglio sottolineare solo l’aumentato senso civico dei cittadini nei confronti di queste strutture che, col tempo, sono diventate e vengono  considerate sempre più come patrimonio delle Società sportive. Questo ha prodotto una riduzione drastica degli atti di vandalismo contro gli impianti e rapidi e tempestivi interventi delle Società sportive per renderli funzionanti dopo ogni inconveniente.
Gli impianti consegnati alle Società sportive cosi com’erano, però, non si presentavano, dal punto di vista tecnico-funzionale, allo stesso modo: alcuni erano nuovi o ben tenuti e con impianti elettrici e termoidraulici nuovi,  altri fatiscenti. Qualche anno fa, grazie all’ idea cervellotica di qualcuno, venne scaricata sulle Società che gestivano gli impianti anche la manutenzione straordinaria e le stesse Società sportive, pur in netto disaccordo, dovettero sottostare al “ ricatto” per non perdere quello che di buono si era costruito fino a quel momento.
Col passare del tempo quest’ultimo provvedimento ha creato, di fatto, grosse disparità tra  gli impianti: quello che della Frazione di Miano che ho “l’onere di gestire”, per fare un esempio, realizzato a pezzetti 45 anni fa, solo nell’ultimo anno ha comportato una spesa straordinaria di migliaia di euro per intervenire su una perdita d’acqua della condotta esterna e sotterranea della linea di approvvigionamento e sulla caldaia per la sostituzione di alcuni pezzi usurati. Ci sono poi interi settori del campo, dalla recinzione ai muri di sostegno delle scarpate, da “rifare” ex novo.
Con queste premesse, le Società sportive che gestiscono i campi di calcio, soprattutto quelli delle frazioni, si aspettavano una revisione in aumento del contributo di gestione, non in diminuzione! Non può essere disconosciuto, in aggiunta, che il costo delle bollette negli ultimi dieci anni è aumentato del 52,5% e per gli impianti che funzionano soprattutto di notte non è poca cosa (analisi di Legambiente di qualche mese fa); i costi per la manutenzione sono aumentati a dismisura sia perché nella maggior parte dei casi gli impianti si trovano in aperta campagna ed il comune fa affidamento sulle Società per la pulizia delle aree adiacenti agli impianti stessi, sia per la perdita del potere d’acquisto dell’euro che, dalla sua introduzione a oggi, è stata del 39,7% (fonte Codacons). Oggi che molte Società sportive rischiano di chiudere le attività anche per i mancati aiuti che arrivavano dalla pubblicità, non si può pretendere che siano queste ultime, indirettamente, a finanziare il Comune.
Vede  Sindaco, nonostante centinaia di dirigenti sportivi si prodighino con passione per mantenere in efficienza gli impianti che hanno in custodia, per migliorarli nel limite del possibile, dobbiamo ammettere ( e lo sanno benissimo tutti gli addetti – dai ragazzini dei campionati giovanili agli amatori -) che, ad esclusione degli ultimi campi di calcio realizzati in sintetico, gli impianti del nostro Comune sono i peggiori della Provincia e, per i campionati più importanti, i peggiori d’Abruzzo. Colpa della gestione attuale? No. Ritardi culturali mai colmati e convincimenti politici sbagliati rispetto alle tematiche sportive e ricreative ritenute, per molto tempo, superflue e marginali: lei, che è stato Presidente di una importante realtà sportiva teramana, queste cose le conosce benissimo.
Mi permetto di dare un suggerimento: il taglio che l’Amministrazione da lei diretta intende apportare al contributo di gestione non le darà nessun beneficio, se non altro per l’esiguità degli eventuali risparmi; convochi al più presto, possibilmente in ore non lavorative, un incontro solo  tra i dirigenti delle Società sportive che gestiscono i campi di calcio, i quali hanno una problematica diversa e non paragonabile alle altre; renda l’Amministrazione disponibile ad intervenire  sugli impianti, dando priorità alle urgenze, per garantire alle Società alcune certezze e per sgravarle di alcune spese. In fondo si tratta di far recuperare loro quello che spendono in più per “l’assenza” del Comune.
Non voglio essere demagogico, perché non appartiene alla mia formazione culturale e perché comprendo le difficoltà quotidiane dell’amministratore, ma, per contenere le uscite del Comune potrei  suggerire, (solo come esempio e  per quello che osservo dalla mia abitazione), l’eliminazione di alcuni dei quattro passaggi pedonali  nei quaranta metri di  Via Fedele Romani in pieno centro storico (roba da Gabibbo!) e l’utilizzo una sola volta a settimana delle spazzatrici rumorose, rovinose, inquinanti e spesso inefficaci nel centro storico. Evitando lavori di manutenzione di una inutile segnaletica e sanzionando giustamente il cittadino che sporca e che non si attiene alle direttive dell’amministrazione per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti e l’igiene urbana (e non si dica che riguarda la TE.AM.), potremmo recuperare abbondantemente quello che si intende togliere alle Società sportive.
Cordialmente ed in attesa di una risposta, anche pubblica, invio distinti saluti».
Prof. Ennio Pirocchi
Presidente dell’U.S. Miano

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